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  • Genocide SS: Superstar Destroyer

    Genocide SS

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Una pallottola puntata (versione 666)

“Chazz: Who’d win in a wrestling match, Lemmy or God?
Chris Moore: Lemmy. [Rex imitates a game show buzzer]…God?
Rex: Wrong, dickhead, trick question. Lemmy *IS* God.”

Si conclude qui l’esegesi degli svedesi Genocide SS.
No, ok, ma di certo non è colpa nostra se questi quattro degenerati si sono sbattutti a ripetizione tutti i dischi dei Motorhead e di sua malignità Kilmister. Nè tantomeno se hanno fagocitato la formula vincente degli Zeke, dei Black Flag, degli Entombed, i Germs e chi cazzo d’altro volete voi. Tantomeno non è colpa di nessuno se questo maledetto groove che percorre il disco come una scarica di adrenalina sopra un cencioso rocker di provincia faccia venire voglia di Born To Raise Hell e cosine simili. L’impeto nichilista e divertito del gruppo è una di quelle cose che riesce a riabilitare il patentino di metallaro a qualsiasi bipede sul globo terracqueo. Quel che è certo è che non c’è nulla di nuovo. Ma proprio zero. Ce ne frega qualcosa? No. Il resto è solo drumming sostenuto, voci incazzate da dio, rock n’ roll, attitudine, e 666.
E il fatto che ci sia in mezzo Mr.cazzo duro Mieszko dei Nasum e Danny Violence dei Voice Of A Generation, non ci interessa, giusto?

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