Home > Report Live > “Gentili ascoltatori (non) siamo nullità”

“Gentili ascoltatori (non) siamo nullità”

La stagione estiva dedicata alla musica e resa possibile dalla collaborazione tra ARCI Milano e Comune di Sesto San Giovanni, si è aperta al Carroponte – situato nel cuore del Parco Archeologico Industriale – il 1° giugno con il live dei G-Town e si protrarrà fino a settembre con diversi concerti in programma, oltre che con eventi culturali, stand e mostre.

Il palco della tensostruttura è stato già calcato da artisti quali Cristina Donà, Marta sui Tubi ed Edda, mentre nelle prossime giornate saranno protagonisti, tra gli altri, Nina Zilli e gli Afterhours. Ma questa sera tutti gli occhi e le orecchie sono puntati su di loro, i Baustelle, band toscana (ma milanese di adozione) che dal 1994 ha conquistato pubblico e critica con quel suo sound sofisticato e d’avanguardia e con testi ermetici, ma capaci di evocare forte empatia.

L’esibizione si apre con un “doveroso” quanto sarcastico commento sulla partita che l’Italia ha perso contro la Slovacchia: “Certo che con tutti i problemi che già l’Italia ha, ora si aggiunge anche questo!”, dichiara Francesco Bianconi, leader del gruppo.

E poi si parte. Al bando i problemi, il calcio, i mondiali e spazio alla musica: quella vera, quella buona. Pur essendo il Carroponte una struttura all’aperto, il suono si distribuisce in maniera uniforme e armonica, senza disperdersi. Le voci di Francesco e Rachele, che appaiono timbricamente più sicure e impostate, risaltano in maniera cristallina, sia quando i due cantano insieme, che nei pezzi di solo.

Molte le tracce eseguite dall’ultimo album: “Gli Spietati”, “Le Rane”, “I Mistici Dell’Occidente”, “La Bambolina”, “Il Sottoscritto” e “La Canzone Della Rivoluzione”, ma svariati anche i pezzi del prolifico repertorio della band: “Panico!”, “Gomma”, “La Guerra È Finita”, “Il Corvo Joe” e anche uno spiritoso adattamento in Italiano della famosissima “Spirits In The Sky” di Norman Greenbaum, che diventa per l’occasione “La Strada Per Lo Spirito Di Dio”.
A chiudere, dopo 1 ora e tre quarti quasi ininterrotti “Charlie Fa Surf”, ballata e cantata all’unisono da tutti i presenti.

La performance è apparsa totalmente soddisfacente, forse la selezione dei pezzi un po’ discutibile – come si può escludere “Baudelaire”?!! mentre forse si poteva escludere “Beethoven o Chopin”, ma ciò che i Baustelle hanno scelto lo hanno eseguito alla perfezione, senza alcuna sbavatura o titubanza. Impeccabili.

Scroll To Top