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Intervista a Gerardo Di Lella: “Io e Tony Hadley insieme per Frank Sinatra”

Domenica 8 novembre presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma (sala Santa Cecilia) si terrà il Memorial Concert in onore di uno dei più grandi cantanti americani di tutti i tempi, Frank Sinatra. Un evento unico che vedrà esibirsi sul palco il direttore d’orchestra Gerardo Di Lella con la preziosa collaborazione di Tony Hadley, frontman degli Spandau Ballet.

Per l’occasione, abbiamo avuto l’onore di intervistare il Maestro Gerardo Di Lella, “deus ex machina” dell’intera operazione. Nel corso del concerto, verranno eseguiti live 18 brani leggendari, scelti di proposito per omaggiare la carriera artistica di Sinatra.

 

Partiamo in primis dallo spettacolo che si terrà il prossimo 9 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, come si sente all’idea di suonare in onore di Frank Sinatra?

In verità è un momento che aspettavo da tanto. Sono uno stimatore di Frank Sinatra, e non della prima ora. Era una meta fissata da tempo, e volevo fosse un concerto che non passasse inosservato, quindi che venisse fatto con gli ingredienti giusti: nella sala Santa Cecilia (la più grande del Parco della Musica di Roma) e con un artista internazionale come Tony Hadley. E’ una bellissima sensazione, e pian piano vedo la realizzazione di un sogno.

Perché invece proprio la voce di Tony Hadlye per il Memorial Concert?

Dovevo individuare qualcuno che potesse eseguire il repertorio e che fosse un cantante di chiara fama, oltre che bravo nel vero senso del termine. Indagando su internet, ho scoperto che Hadley aveva di recente avuto modo di cimentarsi in questo tipo di repertorio. Così, si è accesa la lampadina e mi son detto “proviamo a chiedere a lui”, il quale ha subito accettato con grande entusiasmo. E sono abbastanza contento di questo.

Come descriverebbe Frank Sinatra in poche parole? E che legame ha con sua la musica?

Sinatra è il più grande cantante di tutti tempi. Ovviamente, è la passione che mi porta a dirlo, ma ad ogni molto ascolto musica da ragazzino, faccio questo lavoro, e se nutro lo stesso amore e affetto per lui, negli anni immutato, un motivo ci sarà. E’ riuscito a passare, come nessun altro, attraverso le varie mode che si sono avvicendate nel corso della sua vita. Ha avuto momenti bui e meno felici, ma è riuscito a resistere all’avvento del rock, a Elvis Presley, a personaggi come Ray Charles. E ancora, all’avvento dei Beatles. Sessantatré anni di carriera con delle hit che sono ormai storia della musica: nessun altro artista credo abbia svolto lo stesso tipo di carriera. Sinatra ha sempre suscitato un certo fascino su di me. Per di più, lui ha utilizzato come cantante, e più di tutti, la Big Band, che è la mia passione.

Non potevo non innamorarmi di lui!

Se dovesse riassumere il suo percorso artistico, di Sinatra, quale brano sceglierebbe?

Ho un set di brani da scegliere, uno non ne basterebbe. Ogni brano ha il suo perché. La vita artistica di Sinatra è bella anche per questo. E’ riuscito ad avere al suo fianco i più grandi musicisti e arrangiatori, che poi sono coloro che gli hanno dato il “suono”. E’ stato un uomo che ha saputo sempre guardare oltre per capire chi potesse esser la persona giusta che avrebbe valorizzato il suo talento, e questa è una cosa da non trascurare.

Parliamo invece del suo percorso artistico..

Mi diplomo in pianoforte e successivamente inizio a interessarmi di jazz. Nello stesso tempo ascolto delle prove di Bruno Tommaso a Terni, e lì mi rendo conto che c’è qualcosa che mi piace tantissimo e che voglio fare nella vita. Succede così, proprio come le sto raccontando.. Mi sono appassionato e non ho più smesso. Così,  ho messo su pian piano la prima Big Band (prima a Napoli e poi a Roma), e ho sperimentato diversi campi. Ho avuto l’onore di conoscere il maestro Piero Piccioni dal quale ho ricevuto l’incarico di dirigere le musiche di Alberto Sordi per Rai Due. Ho fatto un disco con la Universal registrato a Los Angeles. Ho collaborato con Baglioni e diretto per lui. Ho fatto e rifarò, l’anno prossimo (1 gennaio), il concerto di Capodanno di Roma, ovvero Roma Caput Music. Non è altro che un concerto che ha come ambizione quella di diventare un appuntamento internazionale, così come lo è da anni quello di Vienna. Con una differenza sostanziale che durante il concerto eseguo la musica del cinema italiano conosciuta nel mondo. Quindi, tutta quella musica che è riuscita a oltrepassare i confini italiani (Morricone, Piovani, Riz Ortolani). Farò la seconda edizione il 1 gennaio dell’anno prossimo, sempre presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica alle ore 18.00.

 

dilellahadleyCome ha scelto i 18 brani della scaletta?

L’incontro è avvenuto in un pomeriggio di luglio, all’Excelsior, in occasione della venuta degli Spandau Ballet in Italia. Io e Tony ci siamo cimentati nella scelta dei brani da eseguire. I soliti accordi che di regola vanno fatti, prima di qualsiasi concerto.

Lei è pianista, arrangiatore, compositore e direttore d’orchestra. Tante anime, ma una passione unica per la musica. Come è nato questo amore per le note e gli spartiti?

Ma io nasco in una famiglia dove la musica era di casa. Mio nonno era musicista e ho tre fratelli di cui due sono musicisti (un flautista e uno violinista). Ho iniziato ad approcciare alla musica da piccolo, con mio nonno. Era parte della mia vita, senza farci caso più di tanto: una tradizione di famiglia, insomma.  Solo negli anni ho razionalizzato il tutto, ed è stata una circostanza piacevole e favorevole.

Nella sua carriera ha collaborato con oltre cento dei migliori esponenti delle scene jazz e pop italiani e internazionali.  C’è qualcuno con cui non ha ancora lavorato, ma con cui vorrebbe collaborare?

Si, ce ne sono tanti.. Però preferisco non dirlo perché si tratta di personaggi parcheggiati lì nella mia mente, e non aspetto che il momento giusto per coinvolgerli nei miei progetti! Pian piano vedremo.. se mi guardo indietro a qualche anno fa, penso di aver fatto cose che non avrei mai pensato di poter fare. L’anno scorso ho fatto un concerto con Diane Schuur, cantante americana che ha vinto anche due Grammy Awards. E’ stata un’emozione enorme poter far qualcosa insieme a lei. Adesso mi trovo in un periodo importante della mia carriera artistica, e sto cercando di dare il massimo. Ho qualche idea in mente, ma non voglio ancora svelar nulla.

Al momento giusto ne riparleremo!

Schuur-Di-Lella

 

Ok, allora non ci resta che aspettare! Tornando al concerto, quanto manca un personaggio alla Frank Sinatra alla musica contemporanea?

Eh, questa è una domanda interessante ma la risposta non è semplice.

E’ cambiato tutto, i rapporti non sono paragonabili. E’ cambiato il pubblico, il modo di far musica da un punto di vista tecnico, la capacità di comunicare la musica e di diffonderla. Il gusto del pubblico non è più lo stesso. Fare un paragone mi risulta parecchio difficile. Anche quando oggi esistesse un altro Sinatra, sarebbe impossibile avere una carriera come la sua. Mancano i riferimenti, le circostanze.. E’ totalmente diverso lo scenario. Di cantanti bravi ce ne sono.. Ad esempio, mi piace molto Michael Bublé.

Poi, bisogna anche accettare il fatto che la moda e la cultura vanno avanti, e di conseguenza la musica non può che adattarsi a questo.

Parlando di progetti futuri, ha già in piano l’uscita di un nuovo album?

Confesso, ho realizzato un disco di cui vado molto orgoglioso intitolato Napoli & Jazz, ma per ora non avverto l’esigenza di farne un altro. Ho costruito la mia carriera e la costruisco tuttora sulla base dei live. Mi piace il rapporto con il pubblico e poter sentire in prima persona l’effetto di quello che scrivo, e avere davanti trenta, sessanta persone che misurano ciò che scrivo. Non sento il bisogno di fissare in un disco delle idee, ma solo suonare e fare concerti, che è la cosa che più mi piace fare.

Ha già in mente altre esibizioni con la sua orchestra?

Si, il concerto di Capodanno, come ti dicevo. Ne avrei anche un’altra ma non voglio dirla per scaramanzia. Sono concentrato sull’aspetto live della musica!

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