Home > Recensioni > Gernotshagen: Wintermythen
  • Gernotshagen: Wintermythen

    Gernotshagen

    Data di uscita: 11-07-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Noia invernale

E giunse per i Gernosthagen il tempo della ristampa, che oggigiorno non si nega a nessuno.
Ecco quindi rispuntare il debutto di questi alfieri del pagan black metal in chiave teutonica, originariamente uscito nell’anno domini 2002. Il disco è ben rappresentato dal booklet grim und frostbitten, infarcito di foreste innevate e paesaggi invernali… e purtroppo tutto quello che di interessante c’è da dire qui finisce.

Sì perché il lavoro di questi baldi giovani non brilla per personalità o idee di particolare caratura, adagiandosi su un binomio musica/immagine abbastanza trito e ritrito, sfoderando 50 e più minuti di pagan black metal del più scontato, spade, asce e cotta di maglia inclusi.
Musicalmente più che rimandare a sonorità di derivazione Bathory, Graveland o compagnia epica ci si trova di fronte a soluzioni in voga durante gli anni ’90, figlio più di un black metal sinfonico made in Cradle Of Filth, con una massiccia presenza di tastiere e qualche riff che tradisce l’influenza del metal classico da cui i tedeschi non si libereranno mai.

Le vocals sono abbastanza anonime, a volte supportate dagli immancabili innesti femminili, dal gusto decisamente retrò e che nulla aggiungo o tolgono ad un lavoro che si presenta lacunoso in partenza. Brani troppo simili, soffocati da soluzioni atmosferiche banali, afflosciati infine da una produzione che penalizza le chitarre togliendo ogni barlume di potenza al disco. Evitabile in ogni sua forma, ristampa o no.

Scroll To Top