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  • Ghost Circus: Across The Line

    Ghost Circus

    Data di uscita: 08-04-2008

    Loudvision:
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Linea d’ombra

È un disco malinconico, che ben si adatta a quelle atmosfere che derivano dal prog e dall’AOR più quieto, fino a suonare come gli Asia della decade dei novanta e come tanti altri che troveremo più avanti, persino riuscendo a rappresentare bene l’incrocio delle atmosfere americane e olandesi, patrie del duo.
“Pathway” è tosta, il vero punto di partenza del disco (ma nessun disco che abbia la parola “prog” da qualche parte della scheda è senza intro, così ci ascoltiamo anche “Reflection”) che racconta una storia di fantasmi dal punto di vista del fantasma stesso.
Un concept interessante per i due amici conosciutisi sulla message board di Neal Morse.
Ovviamente, anche qui come per ogni disco con la parola “prog” da qualche parte, c’è la lunghissima suite, la maratona d’obbligo.
Si intitola “Through The Light” e nei suoi 25 minuti di durata pone in mostra tutte le influenze che risiedono nel progetto Ghost Circus. Peccato che l’amalgama non sia così riuscito e risulti a più tratti discontinuo, anche se è molto divertente andare a pescare dove ci sono i Porcupine Tree, dove si nasconde Peter Gabriel o dove han messo i Marillion con David Gilmour.
La conclusione è anch’essa degna di nota: rimane a lungo l’eco degli umori presenti in “Across The Line”, un tour de force strumentale che conclude bene un disco piuttosto discontinuo proprio là dove era richiesta la massima coesione (nella suite, insomma, per intenderci).
In definitiva un progetto che ha potenzialità da vendere, ma che risente pesantemente di alcuni vistosi e inaccettabili cali di personalità. Questo non permette ai Ghost Circus di collocarsi fra gli indispensabili in un genere che da qualche tempo propone poche variazioni di tema.
Un duo comunque da tenere d’occhio per tutti coloro che non stanno aspettando gli A.C.T.

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