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Click-Cheese

Perché limitarsi alla semplice musica quando si possono mischiare più arti per tentar di creare un prodotto unico?

Ecco cosa hanno pensato i lucani Gianmariavolontè quando decisero di chiamarsi proprio come uno dei migliori attori del vecchio cinema italiano ed intitolare il loro album di debutto “Polaroid”.

Un mix che sembra fatto. Il loro suono risulta tetro, lento e sinuoso; tutto è appena toccato e la voce di David Lotito è chiara e fresca. Si crea così una certa distorsione tra suono e voce che rende la band ben distinguibile ed originale. Se poi si aggiunge anche Fabrizio Massara al piano (ex Baustelle) allora il risultato è ancora più particolare.

Forse, viste alcune sonorità dell’album, i ragazzi hanno tra i propri obiettivi quello di entrar a far parte della colonna sonora di qualche filmone italiano. Certo, sono particolari, distinguibili e parecchio accattivanti, ma c’è ancora molta strada da fare, soprattutto sull’uso del synth che sembra solo utilizzato un po’ a caso nelle conclusioni di brani che non avevano bisogno di queste aggiunte (cfr. “Erotica Discount”).
I testi offrono validi spunti argomentativi spaziando tra ritratti e storie differenti con molta facilità. Un ulteriore punto a favore del gruppo, tale da renderlo molto interessante.

Pro

Contro

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