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  • Giant: Promise Land

    Giant

    Data di uscita: 26-02-2010

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Pacta sunt servanda

Ed ecco a voi il quarto capitolo della saga Giant, gruppo simbolo dell’AOR, il cui ultimo avvistamento risale all’anno 2001. La prima notizia non è confortante: Dann Huff è assente. Il frontman della band, causa coinvolgimento in vagonate di collaborazioni, ha ceduto il microfono al pur bravo Terry Brock, limitandosi alla scrittura di alcuni pezzi e a prestare la chitarra in “Believer (Redux)” e “Save Me”. Altro volto nuovo della line-up è il chitarrista John Roth, mentre la sezione ritmica è invariata. L’album propone tredici tracce residenti nella forbice AOR – hard-rock, distribuite in modo omogeneo tra midtempo, muscoli e power-ballad. L’eleganza e lo stile sono quelli di sempre, quelli di chi non conosce l’alfabeto della resa.

Per quanto sia assente l’alchimia di “Last Of The Runaways”, così come la gutturale prorompenza di “Time To Burn”, “Promise Land” rispetta i patti. John Roth tira fuori una performance sopra le righe e basso e batteria hanno la consueta puntualità. Lo stile è coerente con la storia e l’ottima produzione consente di percepire nel corpo unico anche le individualità. L’abbandono di Dann Huff – è innegabile – porta via un po’ di anima. Nonostante la esiguità delle produzioni, la storia dell’AOR è fatta da queste corde; e poco importa che trascorrano le calende greche tra un’uscita ed un’altra, se il risultato parla di un album il cui ricordo non sarà mai polvere.

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Contro

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