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Giant X: Asce incrociate

Si chiacchiera con Peter Jordan, una delle spalle del nuovo progetto Giant X, che vede unire le forze con Rock ‘n’ Rolf dei Running Wild. In realtà, anche Jordan fa ormai parte della celebre band tedesca. Ma un nome nuovo permette di ampliare gli orizzonti musicali, senza che i critici si mettano a disquisire troppo su coerenza artistica o roba simile. Ecco allora il suo punto di vista sul disco “I” e sull’intera faccenda.

Ciao Peter e benvenuto su LoudVision. Ai primi ascolti il nuovo disco “I” suona deciso, vivace e con una spiccata attitudine positiva, è così?
È proprio così! È stato un divertimento lavorare su questo disco: un sacco di energia positiva che speriamo si riesca a sentire anche nella musica

Tu e Rolf oggi siete oggi gli unici membri dei Running Wild. Perché avete deciso di suonare con un altro nome?
La musica dei Giant X è diversa. I Running Wild sono guidati da Rolf ed è un mio piacere e onore suonare con lui e fare la mia parte. È molto divertente e anche una sfida costante, ma i Running Wild hanno sonorità specifiche. I Giant X sono invece guidati da tutti e due: ho iniziato io il progetto e sono il responsabile pure della produzione e del mixaggio. In questo modo posso portare dentro le mie idee e prendermi la responsabilità per i risultati. Nei Giant X siamo liberi di fare quello che vogliamo, il che ha portato a un mix abbastanza vario di stili.

Il nome Giant X esiste sin dal 2009. Avete fatto qualcosa tra 2009 e 2012?
Nel 2009 avevo fatto un disco da solo, per la Emi. Avevo chiesto a Rolf di cantare in una traccia – intitolata “Burning Wheels” – e anche di scrivere le parole. L’anno dopo la canzone è uscita su internet e fans di tutto il mondo hanno mostrato di apprezzarla molto. Così, ancora con la Emi, abbiamo deciso di produrre altri cinque brani. Ciò ha richiesto diverso tempo, perché eravamo già al lavoro su “Shadowmaker” dei Running Wild. Nell’estate 2012 abbiamo sottoposto il demo alla nostra etichetta, la SPV/ Steamhammer, e solo allora si è deciso di fare l’album. La stesura finale dei pezzi e la produzione ci ha portato via tra le quattro e le sei settimane.

Da dove viene il nome Giant X?
È Rolf che è venuto fuori con l’idea del nome e a me è piaciuto parecchio. È un sinonimo per l’ignoto e una piccola spiritosaggine riguardo a noi, che cominciamo un progetto senza alcuna pianificazione. Il Gigante intende anche noi, che facciamo un passo indietro rispetto alle canzoni: in “I” la musica è più importante delle persone che la suonano.

I testi sembrano allineati ai più classici standard del rock e del metal. Vorresti evidenziare qualcosa al riguardo?
“Friendly Fire” è sui cosiddetti amici che si rivelano per essere quelli che ti provocano più danni: in questi giorni sconvolgimenti rivoluzionari stanno avendo luogo in molte nazioni. “Nameless Heroes” è per coloro che devono morire per i loro ideali o per le persone che vogliono proteggere. Scelgono di tenere una posizione, ma alla fine rimangono ignoti.

Lungo “I” sembrano esserci echi del più classico e giulivo rock ‘n’ roll, come in “Let’s Dance” e “The Count”. Quali erano gli obiettivi e le fonti di ispirazione del progetto?
Rolf e io abbiamo cercato di armonizzare gli stili musicali coi quali siamo cresciuti e coi quali siamo familiari. Si trattava ovviamente dei grandi nomi in ambito rock e metal, dagli anni ’70 ai ’90. La produzione e il modo di suonare sono invece su registri del tutto contemporanei. Le radici musicali di Rolf affondano in Kiss, Thin Lizzy e Ac/Dc; per me è lo stesso, aggiungendo Van Halen, Queen e Led Zeppelin. Da parte mia aggiungo anche una spolverata di piccante attitudine blues rock. Occorre comunque menzionare anche Foo Fighters, Green Day, Audioslave e Alterbridge: ascoltiamo un bel po’ di roba e questo è il risultato.

La produzione è potente e incentrata sulle chitarre. Lo si deve ai tuoi studi personali?
Direi proprio di sì. Gran parte della produzione ha avuto luogo nei miei Pjmusic. È stata un’esperienza positiva, dato che anche parte delle registrazioni di “Shadowmaker” sono state fatte lì. Anche se Rolf ha registrato chitarra e basso a casa sua, la voce è stata presa in studio. Io mi sono occupato di mix e master, insieme a Niki Nowy e allo stesso Rolf.

I Giant X annoverano anche un bassista e un batterista?
No, sia io che Rolf suoniamo i bassi. Ci sono stati alcuni musicisti internazionali in studio, ma per qualche motivo non sono da menzionare.

Vedremo mai la band in tour?
Per ora non ci sono programmi. Finché la cosa rimane divertente, tutto è possibile. Stiamo a vedere dopo ci portano i Giant X.

Se dovessi raccomandare qualche musicista o album di recente uscita, quali sarebbero?
“Celebration Day” dei Led Zeppelin, “King Animal” dei Soundgarden e “Amaryllis” dei Shinedown.

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