Home > Recensioni > Giffoni 2016 – Ghostbusters

Uno dei film più odiati di sempre ancora prima della sua uscita è stato presentato in anteprima nazionale al Giffoni Experience 2016 e, come era quasi scontato visti i nomi coinvolti, si è rivelato una commedia godibile colma di battute esilaranti.

Il citazionismo pop, vera cifra espressiva della commedia 2.0 del nuovo secolo, è qui presente in maniera massiva, perchè il reboot (ebbene sì, di questo si tratta) dedicato ai mitici Ghostbusters, scritto (insieme a Katie Dippold) e diretto da Paul Feig, scherza con (quasi) ogni pellicola di successo degli ultimi quarant’anni, con tutte le sottoculture, con la tv del (finto) reale, con YoutTube, si cala insomma pesantemente nella contemporaneità: se vi piacciono i Simpson e tutte le serie animate satiriche dell’ultimo decennio, se adorate la ricontestualizzazione, se (naturalmente) avete visto e rivisto i due film originali, dovete assolutamente correre in sala a partire dal 28 luglio e vi assicuro che non rimarrete delusi.

Abby (Melissa McCarthy) ed Erin (Kristen Wiig) sono una coppia di scrittrici semisconosciute che decidono di pubblicare un libro sui fantasmi, libro diventato di culto dopo molti anni. Erin, quando è in procinto di ottenere un prestigioso incarico alla Columbia University, viene associata al libro, diventa lo zimbello della facoltà, ed è costretta a lasciare il lavoro. Insieme a Jillian (Kate McKinnon) e Patty (Leslie Jones), Abby ed Erin decidono di diventare acchiappafantasmi, proprio quando Manhattan sta per essere invasa da una massiccia ondata di spettri.

L’operazione è, in pratica, molto simile a quella del film originale del 1984: riunire i migliori comici del Saturday Night Live in una commistione tra commedia e horror capace di attirare ogni tipologia di pubblico. Qui l’horror è davvero all’acqua di rose, a dir la verità, e si preme, invece, l’acceleratore sulla commedia, con un’overdose di battute che spesso vanno a segno, specie se si entra nel giusto mood e se i gusti sono quelli elencati nell’introduzione di questa recensione.

Dicotomia tra scienza ufficiale e paranormale, writers ed haters, invasione cinese del mercato, e poi “Frankenstein Junior“, “Lo squalo“, la mistica del pubblico femminile intorno a Patrick Swayze, perfino una suggestione visiva proveniente da “Superman II“, ma con una resa decisamente moderna e cool. Di tutto e di più insomma, Feig impara la lezione dal fallimentare “Pixels” di Chris Columbus dello scorso anno e aggiusta il tiro, realizzando un prodotto che comunque, a mio parere, sarà maggiormente apprezzato dagli ultratrentenni contemporanei delle pellicole originali.

Che dire delle quattro attrici? Kristen Wiig e Melissa McCarthy non riescono a scomparire nei personaggi e rimangono se stesse, amiche della sposa in vacanza sci-fi, Kate McKinnon è una sorta di Q ultranerd, Leslie Jones carica lo stereotipo della formosa donna di colore all’inverosimile, e lo script le lascia alcuni dei momenti più divertenti. Funzionano, quindi? I personaggi no (sfido chiunque di voi a ricordare i cognomi delle quattro dopo la prima visione), le attrici sì, e non stupitevi dell’apparente paradosso. Si poteva fare qualcosa di meglio che evitare il più possibile il confronto con gli originali cambiando sesso alla squadra, in modo da infilarsi commercialmente nel solco delle eroine femminili in voga a partire dal filone young adult? D’imbastire un confronto tra esclusi che diventa un metagioco che sfrutta meravigliosamente, nella seconda parte, il corpo di Chris Hemsworth (sì, c’è anche lui, è Janine…)? Probabilmente no.

Narrativamente il bisogno di proporre una ripartenza, un nuovo inizio, porta ad un’introduzione davvero troppo veloce, nelle due ore scarse di proiezione c’è tantissima carne al fuoco, e qualche segmento inevitabilmente perde di smalto. Ma nella memoria rimangono i singoli momenti, alcuni davvero fantastici, su tutti il crescendo finale che ricalca l’originale pedissequamente, scena per scena.

Vi aspettate che vi dica qualcos’altro? Volete la conferma della presenza dei sopravvissuti del cast originale (il film è doverosamente dedicato alla memoria di Harold Ramis)? Non posso e non voglio dirvi nulla ma se gli ottusi fan degli originali sparano sull’operazione a palle incatenate ancora prima del trailer, e il film rischia di essere affossato dal passaparola negativo al botteghino americano (ma gli incassi del primo weekend sembrano superiori alle aspettative, evviva) … e chi chiamerai?

P.S. Non azzardatevi ad uscire dalla sala prima della fine dei titoli di coda.

P.S. 2 Non ho menzionato la resa del 3D, perché qui a Giffoni ci hanno mostrato la versione bidimensionale, sarete voi a dirlo a me…

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Contro

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