Home > Recensioni > Giffoni 2016 – Learn By Heart

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In questa terza giornata del Giffoni Film Festival 2016 sembra che la scuola sia il tema centrale dei film presentati in concorso. Come nella pellicola presentata nella sezione +18, anche in questo secondo film dei Generator +13, “Learn By Heart” (titolo originale “La vie en grand”) l’istituto scolastico assume importanza centrale, in questo caso come possibilità di riscatto sociale e come luogo sicuro e protettivo all’interno di realtà disagiate come possono esserlo le banlieue parigine.

Mathieu Vadepeid – regista, sceneggiatore, e direttore della fotografia per registi come Jacques Audiard ed Eric Toledano (Quasi Amici) – parte da elementi autobiografici (il suo legame con l’Africa, il suo rapporto conflittuale e complesso con la scuola) per un piccolo racconto di formazione che, come approccio, si rifà in qualche modo all’ Antoine Doinel dei “Quattrocento colpi” di truffautiana memoria (lo sguardo in macchina finale del piccolo protagonista parla chiaro).

Adama è un ragazzo di 14 anni che vive con la madre in un piccolo appartamento di due stanze a Stains, nella periferia di Parigi, luogo in cui la criminalità prolifera per le strade, e le lotte con le forze dell’ordine sono giornaliere. Nonostante sia un ragazzo brillante e dall’incredibile intelligenza, a scuola non ottiene grandi risultati. Ma, a causa di un evento imprevisto, e con l’aiuto dell’amico Mamadou, Adamà cambierà le cose.

Il regista ci presenta il nostro giovanissimo protagonista come una persona piena di qualità: estremamente sveglio e altruista, costretto a crescere troppo in fretta poiché nato e cresciuto in un contesto sociale sbagliato (famiglia povera e immigrata, quartiere pieno di criminali con i quali è inevitabile il confronto). La macchina da presa pedina il piccolo Adama nei suoi pellegrinaggi tra la casa e la scuola, e soprattutto, per le strade, dove il mondo della criminalità tenterà di assorbirlo, di distruggerlo, ma che lui grazie alla sua intelligenza tenterà di sfruttare a suo vantaggio, per il bene suo e di chi gli sta attorno.

Tra lui e il mondo criminale si frappone la scuol, come luogo di salvifico, ed è qui che forse il film s’indebolisce. Sebbene il messaggio sia tra i più nobili, “Learn By Heart” non riesce appieno a stabilire un equilibrio tra le sue due anime: quella tra crime movie e film educativo. Se la prima parte è avvincente, e fotografa con realismo la realtà delle periferie parigine, con tutti i suoi conflitti, senza dimenticare quel pizzico di ironia che non guasta (bellissimi i siparietti tra Adama ed il suo buddy Mamadou), il secondo atto, quello del riscatto, ricade in un buonismo ed una retorica francamente eccessivi. Il nostro protagonista si cava d’impaccio da una pericolosissima situazione in maniera fin troppo facile, e il sistema delle lezioni che inframezzano la narrazione spiegando le scene precedenti, è fin troppo didascalico ed abusato, cosa che dà alla pellicola un sapore di già visto.

Pro

Contro

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