Home > Recensioni > Giffoni 2016 – The Day Will Come

La rassegna Generator +13 del Giffoni Film Festival 2016 non poteva aprirsi in maniera migliore: “The Day Will Come“, film del regista danese Jesper W. Nielsen (noto qui da noi per aver diretto molti episodi della serie “Borgen”), è un forte ed accorato appello in favore del diritto inalienabile di sognare, di avere speranza, e su come tutto ciò possa tramutarsi in un atto rivoluzionario, in contrapposizione ad un sistema repressivo e violento, in cui vige la legge del più forte, e chi conserva la sua umanità è destinato a soccombere.

Partendo da fatti realmente accaduti, il film narra le vicende di due fratelli: Erick , il fratello maggiore, pratico sveglio ed estremamente protettivo nei confronti di Elmer, sensibile e sognatore (vuole fare l’astronauta), menomato fisicamente. Mentre giungono notizie sulla corsa allo spazio e dell’imminente approdo dell’uomo sulla luna (siamo in Danimarca, alla fine gli anni 60), i due fratelli vengono privati della libertà e sistemati in un orfanotrofio alla mercè del perfido direttore Heck, un idealista alla vecchia maniera in un periodo di radicale cambiamento, che gestisce l’istituto con pugno di ferro, convinto che disciplina e regole severe siano strumenti necessari per la salvezza dei giovani.

Le vicende narrate, come già detto, traggono spunto da fatti realmente accaduti, ma Nielsen li utilizza per orchestrare una parabola che ha più di un punto in comune con i romanzi di formazione dickensiani (“Oliver Twist” su tutti, vista l’ambientazione). Attraverso tribolazioni, angherie, umiliazioni e dolore (tanto, a volte al limite dell’emotivamente sostenibile), i ragazzi capiranno che essere dei sognatori non è una colpa, ma un dovere, se si vogliono cambiare le cose.

Non a caso, la pellicola inizia con un filmato d’epoca in cui J.F.Kennedy (uno dei grandi sognatori del secolo passato), annuncia l’impegno degli USA nella corsa allo spazio. Per il piccolo Elmer, il sogno di diventare astronauta si fa metafora della sua volontà di essere libero, la sua creatività espressa tramite piccole storie fantascientifiche da lui inventate, coinvolgerà anche gli altri “ospiti” dell’ infernale istituto, portandolo ad essere leader di una piccola grande rivoluzione : “la fantasia al potere!” si diceva in quei tempi.

Si gioca molto con i rimandi cinematografici, citando e strizzando l’occhio ai film che hanno fatto la storia di questo sottogenere cinematografico: da “Magdalene” a “Le ali della libertà”, passando per “Sleepers” e , francamente, a volte il gioco è fin troppo scoperto (per questo una mezza stelletta in meno). Parlando di spazio e tenendo conto del periodo storico in considerazione, non poteva mancare una citazione a “2001: Odissea nello spazio”: come la scimmia di kubrickiana memoria, il nostro piccolo Elmer assumerà coscienza di se in un modo che farà la gioia dei cinefili (e che piacerebbe molto ad un regista come Michel Gondry, altro non posso dire).

Pro

Contro

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