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Giffoni 2017 – Incontro con Kit Harington

L’ospite più atteso di questo Giffoni Experience 2017, a giudicare dalla massa di ragazzi accampatisi attorno al Blue Carpet fin dal mattino, è di sicuro Kit Harington, conosciuto principalmente per il suo ruolo ne “Il trono di spade”, quel Jon Snow che, come leggerete qui di seguito, ormai l’attore londinese indossa come una seconda pelle.

Siamo entrati per voi all’affollatissimo incontro con i fan, quel Meet the Stars che, qui a Giffoni, permette al pubblico di entrare in stretto contatto con i propri beniamini. E infatti le domande sono proprio quelle dei fan, unici autorizzati a porle mentre la stampa, per una volta, non può far altro che registrare e riportare il contenuto dell’incontro. Meno questioni tecniche, quindi, ma più curiosità, quesiti magari molto vicini a quelli che voi stessi avreste posto se foste stati presenti questa mattina all’interno della sala Alberto Sordi:

Quali sono i tuoi progetti per il futuro dopo questo ruolo che, bene o male, ti ha cambiato la vita?

Ci stiamo avvicinando alla fine de “Il trono di spade”, tutto prima o poi finisce. Interpretare Jon Snow mi ha dato tanto, ad esempio la possibilità di incontrare i fan in posti meravigliosi come questo festival. Nei prossimi anni voglio fare cose diverse, questo ruolo ha rappresentato un’esperienza unica e tale rimarrà, sarà imparagonabile con qualsiasi cosa farò nell’immediato futuro.

Hai mai avuto momenti duri o di sconforto in cui hai pensato di dover abbandonare la carriera d’attore?

Penso di smettere almeno tre volte l’anno, l’ultima volta solo due settimane fa. Facendo questo mestiere ci si mette in discussione continuamente, ma ogni volta che tengo duro e supero gli inevitabili momenti bui tutte le difficoltà passate diventano una corazza che rafforza il mio carattere.

Quest’anno il tema di Giffoni è “Into the Magic”. Cosa pensi della magia, elemento fondamentale ne “Il trono di spade”, e, se avessi la possibilità di avere poteri magici, che uso ne faresti?

Ho sempre voluto una bacchetta magica, fin da piccolo. Sono sempre stato un grande fan della saga di “Harry Potter”, Grifondoro sempre e comunque. Mi piacerebbe interpretare il ruolo di un mago, usare la bacchetta con la stessa maestria di Voldemort, avete presente quei gesti che fa? Sono fantastici.

Hai fatto diverse tipologie di film, ma hai un genere preferito?

Mi piace molto l’action, i combattimenti con le spade, non bisogna pensare in quei momenti, è tutto fisico, reazione, riflessi. E poi adoro la commedia, soprattutto quelle stupide e demenziali.

Ne “Il trono di spade” interpreti un personaggio che ha un percorso davvero particolare, da “bastardo” e reietto a potenziale re del Nord. Cosa è cambiato in Jon dall’inizio ad ora?

Jon non ha mai avuto l’ambizione di scalare gerarchie, al contrario di molti degli altri personaggi della serie, gli capita di scalare posizioni sociali ma non vive per questo. Penso abbia raggiunto il massimo, non credo che sarà lui il re.

“Il trono di spade”, specie nelle prime serie, ha subito critiche anche dure da una parte di pubblico e critica per la crudezza di alcune immagini e passaggi narrativi. Come ti rapporti con queste critiche e perché, secondo te, tanta gente continua a trovare che sia un problema mostrare scene di violenza?

Penso che, se si fa arte, bisogna sempre cercare di andare oltre le barriere, e questa è sempre stata una delle caratteristiche più interessanti e innovative de “Il trono di spade”, abbiamo abbattuto molti pregiudizi e spostato in avanti il confine di quello che si può mostrare in Tv. Gli autori hanno corso dei rischi, poteva andar bene o male, a volte forse siamo andati un po’ “oltre” ma, come ho già detto, superare il limite dev’essere sempre l’obiettivo di un artista.

Sarai tra i protagonisti del prossimo film di Xavier Dolan, “The Death and Life of John F. Donovan”, insieme a tante grandi attrici (Jessica Chastain, Susan Sarandon, Natalie Portman, Kathy Bates). Com’è stato lavorare con loro?

È stata davvero una grande opportunità lavorativa, poter ammirare la professionalità di queste meravigliose attrici, tutte vincitrici di Oscar. E’ stata una grande sfida, ma io avevo voglia di mettermi alla prova, di lavorare con un grande regista come Dolan. Il personaggio è simile a me, una star della tv che sta per fare il passaggio al cinema, l’unica differenza è che lui è omosessuale mentre io non lo sono.

Conosci il cinema italiano? C’è qualche film che ti piace in particolare?

Conosco Matteo Garrone e poi ricordo un vecchio film che mi è piaciuto tanto, con delle biciclette (si riferisce a “Ladri di biciclette”, tu non sai davvero NIENTE, Jon Snow n.d.r.). Non so molto altro sul vostro cinema, purtroppo, prometto di studiare.

Il tuo personaggio è molto amico di Samwell Tarly nella serie, un ragazzo grassottello, tutt’altro che eroico, rinnegato per la sua incapacità nel combattimento persino dal proprio padre. Ti sembra un messaggio importante quest’amicizia, un segnale contro il bullismo e la discriminazione?

Jon ha una grande capacità e attitudine per aiutare gli altri, e questo mi piace molto di lui, forse è la caratteristica che mi piace di più. Bisogna opporsi a ogni discriminazione legata all’aspetto fisico, vedo ovunque, ad esempio, riviste con foto di modelle magrissime, non è una cosa bella è non è un modello estetico sano a cui aspirare.

Non temi che questo ruolo, come è già successo per tanti altri interpreti di serie Tv, ti seguirà per tutta la carriera?

La celebrità è una cosa strana, io volevo semplicemente fare l’attore, non pensavo minimamente di diventare celebre, figuriamoci poi per un personaggio in particolare. Ormai conduco una doppia vita, quella di Kit e quella di Jon. Magari andrò all’anagrafe e cambierò nome in Jon Snow.

Hai un tuo idolo, un attore di riferimento?

Il primo attore che mi ha fatto venire voglia di fare questo mestiere guardandolo lavorare è stato Ben Whishaw, l’attuale Q della serie di James Bond. Lo vidi tempo fa interpretare Amleto a teatro, e mi stregò letteralmente. Adoro anche Leonardo Di Caprio ed Edward Norton, soprattutto le loro interpretazioni in “Romeo + Juliet” e “La 25ma ora”.

Hai un aneddoto legato alla lavorazione di qualche scena in particolare?

(Ci pensa a lungo) Mi viene in mente la scena della morte di Ygritte. Stavamo girando di notte già da tre settimane, eravamo tutti emotivamente molto carichi, ancora mi ricordo che mi girai e trovai davanti a me Rose Leslie, l’attrice che interpreta Ygritte, che mi puntava contro l’arco pronto a scoccare una freccia. Non me l’aspettavo, non pensavo che quello fosse il momento per girare questa cosa, e mi è venuto da ridere, non fragorosamente ma un mezzo sorriso. Gli autori hanno deciso di tenere quell’espressione, che è finita poi nella serie, perché evidentemente era molto naturale.

Non avessi fatto l’attore, cosa ti sarebbe piaciuto fare?

Mi piace molto scrivere, ma è difficile concentrarsi su diverse forme d’arte allo stesso momento quindi ho abbandonato, per il momento, la scrittura. Probabilmente avrei fatto il giornalista, mi sarebbe piaciuto.

Recentemente hai girato uno spot pubblicitario a Napoli, atmosfera un po’ più calda rispetto alla Barriera, no?

Mi sono reso conto che a quella gente piace davvero molto ballare. Gli spot non mi lasciano mai buone impressioni, è la parte brutta di questo lavoro per me, ma a Napoli sono riusciti a farmi dimenticare che stavo vendendo la mia anima, tra un ballo e un dolce, c’era della “vita reale” straordinaria.

Chi salirà sul Trono alla fine per te? E chi potrebbe governare bene i sette Regni, invece?

Non ho idea di chi governerà alla fine, ma io credo che Tyrion Lannister sarebbe davvero un ottimo re. Ha sofferto, è cresciuto tra tante difficoltà, è intelligente ed abile nei rapporti umani, sarebbe davvero la persona giusta.

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