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  • Giffoni 2017 — Prima di domani

    Diretto da Ry Russo-Young

    Data di uscita: 19-07-2017

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Relegata da tempo nella cosiddetta Black Kist dei progetti interessanti ma ancora senza realizzazione, la sceneggiatura di “Prima di domani“, dal romanzo di Lauren Oliver (“Before I Fall”, pubblicato in Italia col titolo “E finalmente ti dirò addio”), ha trovato dei produttori e una regista, Ry Russo-Young, che hanno creduto nelle indubbie potenzialità di questo racconto fantastico perfettamente inserito nel florido filone young adult, ma con alcune caratteristiche peculiari che ne ampliano ed elevano target e obiettivi.

Impossibile non pensare a “Ricomincio da capo”, a Bill Murray, al Giorno della Marmotta: qui però non parliamo di una commedia, ma di un cupo dramma, seppur aperto da una prima parte scanzonata e brillante. Parallelamente all’uscita nelle sale italiane, è stato mostrato anche a pubblico e stampa a Giffoni Experience 2017.

Cosa succederebbe se avessi solo un giorno per cambiare assolutamente tutto? Samantha Kingston (Zoey Deutch) ha gli amici perfetti, il ragazzo perfetto e un futuro apparentemente perfetto. Finché, dopo una notte fatale, Sam si sveglia senza avere futuro: costretta a rivivere ogni giorno lo stesso giorno, la ragazza comincia a mettere in dubbio la perfezione della sua vita e ad imparare che anche un solo giorno può fare la differenza, non solo nella sua vita, ma anche in quella di coloro che la circondano.

Il gruppo giusto, le amiche giuste (e con le corrette quote etniche): è fondamentale, nella quotidianità di quel micromondo affascinante e crudele al contempo che è, ad ogni latitudine, la scuola superiore, differenziare fortemente il noi dagli altri, creare cerchi d’inclusione ed esclusione, spesso (se non esclusivamente) legati all’aspetto fisico. Sam e le sue amiche sono belle, alla moda, inseparabili, solidali tra loro (all’apparenza), coalizzate soprattutto nell’escludere i losers. Dopo una festa, il SUV con a bordo le quattro ragazze perde aderenza, si ribalta e … Sam si risveglia alle 6:30 del “Giorno dei cupidi”, ancora, ancora e ancora.

Ad una prima parte che avvince, anche per un’azzeccata costruzione della suspense (Sam annuncia in voice over, come in “Viale del tramonto” e “American Beauty”, che quello che stiamo per vedere è l’ultimo giorno della sua vita) segue un secondo atto statico, una volta che si comprende il meccanismo e la struttura del loop temporale. Ma lo scioglimento del terzo atto risolleva il film conducendolo verso un finale struggente e tutt’altro che scontato. L’abbandono della consequenzialità temporale rappresenta parimenti il traumatico abbandono dell’adolescenza, delle regole di branco, l’attraversamento della linea d’ombra che conduce alla vita adulta, linea che non tutti riescono ad attraversare.

Niente di straordinario, dunque, ma un buon prodotto di genere, che ravviva la programmazione estiva al di là di uomini ragno e scimmia. Consigliato a tutte le ragazze pre o post adolescenti, ma anche ai fratelli e amici e, perchè no, ai loro genitori: diventare una adulto degno di rappresentare al meglio il genere umano non è (mai stata) cosa da tutti.

Pro

Contro

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