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Giffoni Film Festival 2015 — Incontro con Tom Felton

Accolto da giovani fan che hanno pernottato lungo le transenne del Blue Carpet per non perdere l’occasione di vedere o toccare uno dei loro idoli, Tom Felton è sbarcato al Giffoni Film Festival per incontrare i ragazzi delle giurie.

Musicista con già più di un disco all’attivo, oltre che attore famoso soprattutto per il ruolo di Draco Malfoy nella saga di Harry Potter, Felton sarà prossimamente nelle sale di tutto il mondo con “Risen” di Kevin Reynolds, un’originale rilettura della vita e della morte di Gesù Cristo.

È proprio da “Risen” che si parte nell’incontro con la stampa:

Uscirà prossimamente nelle sale un film dedicato alla storia di Gesù, che ti vede tra i protagonisti. Ce ne puoi parlare?

È un film che parla della vita e della resurrezione di Cristo, non basata sulle leggende e sulla mitologia, ma sui fatti storici acclarati, il tutto filtrato dagli occhi del protagonista, che è un centurione romano. Si tratta in pratica di una detective story, un thriller: Pilato potrebbe quasi essere visto come un capo della Cia che cerca di frenare l’eccessiva fama tra il popolo di questa Messia. Ho imparato dal film che ai tempi, in Palestina, c’erano dei nuovi falsi messia e profeti praticamente ogni settimana, che andavano scovati e fatti tacere perché arrivavano ad avere migliaia di seguaci. Far tacere Cristo non è stato così facile, visto che siamo qui a parlarne ancora oggi.

“Risen” rappresenta la storia di Gesù in modo inconsueto o è fedele al Nuovo Testamento?

Non sono un esperto in materia, quindi non posso dire quanto sia realmente fedele. So che Kevin Reynolds ha fatto il possibile per rendere questo film più storico e realistico possibile. Prima di parteciparvi ero un ateo convinto, ora qualcuna delle mie convinzioni sta vacillando.

Qual è stato, nella tua vita, il tuo rapporto con la religione?

Sono nato anglicano, mia madre crede molto negli insegnamenti di Cristo. Però la religione, nella mia adolescenza, non ha avuto un grande ruolo, sono sempre stato un tipo “scientifico”, agnostico, razionale.

Ci parli della tua parallela carriera musicale?

Non la vedo come una carriera parallela, faccio musica con i miei amici, non pensiamo alle vendite o al successo, è puro divertimento.

J.K. Rowling ha dichiarato che, potendo rimettere mano ai libri di Harry Potter, forse cambierebbe il finale, facendo convolare a nozze Harry e Hermione. C’è qualcosa che cambieresti del percorso del tuo personaggio invece?

No, penso che lei abbia scritto una storia semplicemente perfetta. Magari sarebbe stato meglio se fosse stato Draco ad uccidere Voldemort…

Hai meno di trent’anni e già quasi venti di carriera. Qual è stato il rapporto tra gioco e lavoro durante la tua crescita, e che consigli puoi dare ai ragazzi che affollano il Festival di Giffoni?

Molti ragazzi mi chiedono come si faccia a diventare famosi, e io gli rispondo sempre che è la domanda sbagliata, così mi fanno capire che la passione per la recitazione, ad esempio, non è il motore principale della loro ambizione. Il mio consiglio è sempre quello di cercare di fare ciò che più piace: quando ero ragazzino passavo ore ad imitare Jim Carrey davanti allo specchio.

Usi la musica anche per liberarti dallo stress del set?
Bella domanda, non c’ho mai pensato. Ora che ci penso… decisamente sì, la musica per me è un modo per astrarmi totalmente dai problemi della vita quotidiana. Una canzone è come un copione, i Beatles hanno scritto una ventina di canzoni almeno combinando gli stessi tre accordi, e il cinema è un po’ la stessa cosa, ci possono essere trenta modi diversi di pronunciare la stessa battuta.

La fama precoce ha influenzato il tuo modo di crescere?

Sono stato anche molto fortunato. In Harry Potter il mio ruolo mi consentiva di passare due settimane a scuola e due sul set, e questo mi è servito a rimanere coi piedi per terra. A scuola, tra l’altro, non ero per niente popolare per via di quei biondissimi capelli ossigenati… Ancora oggi, comunque, ritengo tutto incredibile, il successo, i fan, essere qui oggi in questo Festival, ogni cosa che mi capita negli ultimi tempi è davvero, per rimanere in linea con Harry, “magica”.

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