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Giffoni Film Festival 2015 — Intervista a Salvatore Esposito

Si aggirava in maniera un po’ clandestina per la Cittadella del Cinema di Giffoni Salvatore Esposito, il Genny Savastano della serie “Gomorra”, non inserito nella lista degli ospiti ufficiali della manifestazione.

Il motivo è semplice: l’attore napoletano è tra i protagonisti di un cortometraggio inserito nella competizione della sezione Generator +18, “Carvina” del regista svizzero Luca Marcionelli, e la sua presenza nella vetrina ufficiale avrebbe potuto influenzare i giurati.

Dopo le proiezioni e le relative votazioni, il dado è tratto e quindi il buon Salvatore si concede ai giornalisti che hanno la fortuna d’incrociare la sua traiettoria. Tra questi, anche il vostro fedele cronista che, prima di Esposito, ritiene giusto chiedere al regista qualche informazione sul suo corto.

Ciao Luca, il corto “Carvina” è il tuo esordio?

Sì, lo è. Alla proiezione in sala del corto qualche ora fa ho provato un’emozione incredibile, era piena di ragazzi giovani, per il 90% almeno, e mi ha colpito davvero la loro competenza, nel dibattito successivo alla proiezione mi hanno fatto delle domande davvero interessanti.

Parlaci brevemente del tuo lavoro. Qual è l’argomento? Quanto tempo ci avete messo a girarlo?

Il tema del Giffoni Film Festival quest’anno è “Carpe Diem”, e io, in previsione dell’iscrizione al concorso, ho voluto realizzare un cortometraggio che avesse proprio il cogliere l’attimo al centro della narrazione. Un attimo che non ti cade addosso, ma che devi comunque andarti a prendere. Abbiamo girato tutto in una giornata e mezza, abbiamo cominciato di venerdì nel primo pomeriggio, e abbiamo finito nella tarda notte del sabato.

Sei un autodidatta o arrivi da esperienze formative in qualche scuola?

Sono un autodidatta. Vengo dalla grafica e dal videoclip, recentemente ho realizzato due lavori per Gué Pequeno per i brani “Squalo” e “Le bimbe piangono”. “Carvina” è il mio primo film di fiction, cerco di lasciarmi aperte tutte le strade ma credo che, almeno per il momento, la forma espressiva del video musicale sia più nelle mie corde.

Dopo aver doverosamente ascoltato un giovane artista che sta iniziando a percorrere la sua strada, e avergli fatto i nostri migliori auguri, arriva Salvatore, che ha commesso l’imperdonabile errore d’indossare una giacca con una temperatura di circa 40 gradi all’ombra. Nuotando a stile libero in una piscina di sudore, al quale non è immune nemmeno chi vi parla, l’intervista può avere inizio.

Salvatore, sei qui anche e soprattutto per la tua partecipazione al corto “Carvina” in concorso. Ti ha fatto piacere dare una mano a un giovane artista emergente?

Io adoro i giovani. Questo è un Paese in cui, molto spesso, non vengono ascoltati e valorizzati, e incontrare un ragazzo come Luca che si rimbocca le maniche, che coglie l’attimo appunto, che inizia a muoversi da solo è solo un piacere enorme per me. Questo cortometraggio è stato realizzato grazie al crowdfunding, ho deciso di partecipare dopo aver letto il soggetto, che parla di persone che hanno dei problemi e non si abbattono, un atteggiamento, come ho già detto, indispensabile per fare qualunque cosa oggi.

Tra quest’anno e l’anno scorso voi personaggi principali di “Gomorra” siete tutti passati qui da Giffoni. È giusto che le due eccellenze campane più apprezzate in Italia e anche all’estero abbiano un rapporto così stretto e fecondo.

Certo, e come hai giustamente detto tu sono due eccellenze esportate in tutto il mondo. “Gomorra” è stata venduta in oltre cento Paesi. Prima ho incontrato una coppia di persone provenienti dalla Serbia, che sono venute qui a Giffoni per fare una foto con me e con Fortunato Cerlino, perché sono dei fan sfegatati della serie. O almeno così hanno detto a me, e io ci ho creduto volentieri.

Il personaggio di Genny Savastano rimarrà sicuramente nell’immaginario collettivo, ma non credi possa ingabbiare la tua carriera in quel tipo di ruoli?

No, non credo succederà. I grandi attori americani come Pacino e De Niro, senza assolutamente paragonarmi a loro, hanno interpretato dei ruoli simili al mio e poi hanno avuto il talento e l’abilità per farne altri, anche molto diversi. Io spero di avere un millesimo del loro talento e della loro bravura, tale da permettermi d’interpretare successivamente cose diverse, se naturalmente me ne verrà data la possibilità.

Fortunato Cerlino, tuo padre nella finzione di “Gomorra”, qualche giorno fa ci ha detto che sul set è nata un’atmosfera quasi familiare tra di voi, e che riuscite a creare anche prima di girare l’atmosfera giusta, magari trattandovi un po’ male se poi bisogna interpretare una scena particolarmente dura. Confermi?

Confermo assolutamente, e penso che in ogni set dovrebbe accadere questo perché aiuta molto le nostre performance. Ci sono alcuni momenti in cui non si riesce ad abbandonare repentinamente il proprio stato d’animo per passare ad un altro, quindi è molto importante creare tra di noi le condizioni giuste per poi ottenere prestazioni di livello. Un secondo dopo la fine della giornata lavorativa, però, tutti amici come prima.

Da ragazzo campano, quanto hai sfiorato i personaggi di “Gomorra” nella vita reale, quanto ti è capitato di entraci in contatto?

Credo che in fondo, chi più chi meno, tutti i ragazzi miei conterranei abbiamo conosciuto, vissuto, guardato da lontano magari alcune delle situazioni raccontate da Saviano e poi successivamente da noi e da Stefano Sollima. Io li ho conosciuti eccome, ci ho litigato, ho fatto di tutto con queste persone, ma questo mi è servito a capire cosa dovevo e cosa non dovevo fare nella mia vita. Per fortuna ho una famiglia forte e sana alle mie spalle, parecchi ragazzi non possono dire la stessa cosa e sono quasi costretti a prendere un’altra strada perché non hanno basi e non hanno valori forti.

In chiusura, sappiamo che non puoi dirci nulla, che tutto è segreto e blindato, ma una piccola anticipazione sulla seconda serie di “Gomorra” che state girando in questo periodo puoi regalarla ai lettori di LoudVision?

Posso dire poco altrimenti domani mi fanno morire definitivamente, ma nella vita reale! Sto scherzando naturalmente, posso dire che sarà una bellissima stagione, che vi divertirete, cinematograficamente parlando, non certo per quello che raccontiamo. Sarà sempre un racconto teso e duro da digerire, ma molto molto reale.

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