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Giffoni Film Festival 2015, uno sguardo al programma

Ricchissimo come sempre il programma del Giffoni Film Festival anche nell’edizione 2015 che sta per partire. La più grande manifestazione al mondo dedicata al cinema per ragazzi, in dieci intensissimi giorni, offrirà una panoramica completa sulle produzioni, mainstream e (soprattutto) non, che gli ultimi dodici mesi sono nate in ogni parte del globo.

3.600 giurati provenienti da circa 50 Paesi, 156 film di cui 98 in concorso,7 anteprime delle più importanti major, 3 eventi speciali in anteprima mondiale, una maratona “Omaggio a Robin Williams”, oltre 70 ospiti italiani ed internazionali.

Ma diamo una veloce occhiata nel dettaglio, cominciando dalle anteprime nazionali dei film che vedremo in sala nella prossima stagione.

Giffoni aprirà con l’anteprima italiana di “Ant-Man” di Peyton Reed, il nuovo capitolo dell’universo cinematografico Marvel, in uscita nelle sale il 12 agosto. Anche il mondo di “Star Wars” sarà rappresentato, con un’anticipazione della seconda stagione della serie animata “Star Wars Rebels“.

Un altro film molto atteso è di sicuro “Pixels” di Chris Columbus, nelle sale italiane a partire dal 29 luglio. Il film racconta la storia di una razza aliena che scambia le immagini dei vecchi videogames per una dichiarazione di guerra e attacca la Terra usando i giochi stessi come modelli per i loro assalti.

Per i cultori dell’animazione di qualità, l’appuntamento da non perdere è quello con il nuovo lavoro dello Studio Ghibli, “Quando c’era Marnie” di Hiromasa Yonebayashi.

In più, potremo visionare anche la commedia “The Duff ” (“L’ A.S.S.O. nella manica”) di Ari Sandel e l’atteso “Città di Carta – Paper Towns” di Jake Schreier, dal bestseller mondiale di John Green.

Per quanto riguarda il concorso, la sezione Generator +18 è quella dove di solito si annidano le sorprese più piacevoli, i piccoli cult che poi avranno vita propria durante l’anno. Si parte da “Gabriel” (Usa, 2014), un film che narra le vicende di un ragazzo disturbato – un bravissimo Rory Culkin – che crede di ritrovare la serenità ricongiungendosi al suo primo amore.

Prende il nome in prestito da un album di Bruce Sprigsteen “Darkness On The Edge Of Town” (Irlanda, 2014) del regista Patrick Ryan. L’opera racconta la storia di un adolescente che sceglie di vendicare la morte della sorella trovata assassinata in un bagno pubblico.

Gli scacchi come riscatto da una vita complicata sono al centro di “The Dark Horse” (Nuova Zelanda, 2014) diretto da James Napier Robertson e interpretato dalla star maori Cliff. L’attrice indiana Kalki Koechlin interpreta invece una ragazza con paralisi cerebrale in “Margarita, With A Straw” (India, 2014) in cui la regista Shonali Bose ci presenta la disabilità in modo assolutamente naturale e “normale”.

Astragal” di Brigitte Sy (Francia, 2014) è un raffinato biopic in bianco e nero della scrittrice e poetessa francese Albertine Sarrazin. Film di genere che trae ispirazione dalla tradizione dei “cappa e spada” coreani è “Coin Locker Girl” di Jun-Hee Han (Corea, 2015) che racconta di Il-young, bambina abbandonata in una stazione della metropolitana all’interno di una cassetta di sicurezza di Chinatown. Chiude la selezione “Fatima” di Philippe Faucon (Francia, 2015), storia di una madre sola con due figlie adolescenti, Souad e Nesrine, cui cerca di garantire il miglior futuro possibile.

La contemporaneità tra i due concorsi non ci permetterà di seguire la sezione Generator +16, di cui di sicuro recuperemo almeno il film vincitore. Ma guarderemo con piacere tutti i film della sezione Generator +13, a cominciare da “Beatles” (Norvegia, 2014) – diretto da Peter Flinth, per la seconda volta a Giffoni – dove incontriamo quattro ragazzi che, nella Oslo degli anni ’60, sognano di diventare i Beatles.

In “The Beat Beneath My Feet” (Regno Unito, 2014), di John Williams, spicca Luke Perry, noto per essere stato uno dei protagonisti del telefilm “Beverly Hills 90210″. Si toccano “corde” delicate con “Thread Of Lies” (Corea del Sud, 2014), diretto da Lee Han, in cui una giovane madre deve superare il suicidio della figlia.

Copione diverso per la regista Lea Pool, vincitrice a Giffoni nel 1999 grazie al suo “Emport-moi”, che torna quest’anno sullo schermo della Cittadella con “The Passion Of Augustine” (Canada, 2014). Al centro dell’opera la storia di Madre Agostina, una suora che porta avanti con determinazione e sagacia un collegio nelle zone rurali del Quebec, nel bel mezzo della “Quiet revolution”.

È ambientato a cavallo del 19esimo secolo “Marie’s Story” (Francia, 2014) diretto da Jean-Pierre Améris. Basato su eventi realmente accaduti, il lungometraggiosegue le vicende di un umile artigiano e di sua moglie che, nel tentativo di trovare una forma di contatto con la figlia nata sorda, decidono di affidarla all’Istituto Larnay, dove un ordine di suore cattoliche gestisce una scuola per ragazze non udenti.

In “Sanctuary” di Marc Brummund (Germania, 2015) siamo nel 1968: Rolling Stones, pantaloni a zampa di elefante, minigonne, rivoluzione sessuale mentre Wolfgang, un ragazzo di quattordici anni dallo spirito ribelle e contestatario, viene mandato a Freistatt, una casa-famiglia per giovani problematici. Infine “You’re Ugly Too” di Mark Noonan (Irlanda, 2014) racconta la storia, di dolore e fiducia, di Will: un uomo con trascorsi criminali che ottiene un rilascio straordinario dal carcere per prendersi cura di sua nipote Stacey.

E poi ancora la sezione Gex-Doc dedicata al meglio dei documentari internazionali. Qualche nome: “Warriors From The North” (Danimarca, 2014), di Søren Steen Jespersen e Nasib Farah, punta i riflettori sul gruppo somalo Al-Shabaab che raduna dei giovani musulmani con difficoltà ad integrarsi in Danimarca per farli entrare nelle fila del terrorismo islamico; “All The Time in The World” di Suzanne Crocker (Canada, 2014) esplora il tema del bisogno di staccarci dalla nostra vita frenetica e sovraccarica di tecnologia;

Finish Line” (Spagna, 2014) di Paola Garcia Costas è la storia di un papà e della sua bimba, affetta dalla sindrome di Rett; “Protagonisti per sempre” (Italia, 2014) di Mimmo Verdesca, in cui il regista compie un excursus dal neorealismo ad oggi con gli enfant prodige di altri tempi. Protagonisti sono gli interpreti di film celebri come “Ladri di biciclette”, “La ciociara”, “La vita è bella”, che si raccontano e raccontano della loro esperienza al fianco dei più acclamati registi della storia del nostro cinema.

Per finire, vi diamo qualche nome della sterminata platea di ospiti italiani e internazionali che arriveranno per incontrare i ragazzi delle giurie, e che cercheremo di portare ai nostri microfoni: Martin Freeman, Tom Felton, Orlando Bloom, Mark Ruffalo, Asia Argento, Alessandro Baricco, Walter Veltroni, Fabio De Luigi, Lillo&Greg, Edoardo Leo, Fabio Troiano, Tea Falco, Stefano Fresi e tanti altri ancora.

Seguite con LoudVision il festival di Giffoni dal 17 al 26 luglio, vi sembrerà di essere con noi in giro per la Cittadella del Cinema, in piazza Truffaut. Il grande regista francese affermò che “di tutti i Festival del cinema, quello di Giffoni è il più necessario”: non possiamo che dargli pienamente ragione, è (anche) a Giffoni che si formano le menti cinematografiche che permetteranno alla Settima Arte di non morire mai.

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