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Gimme Five! OYEAH

Anche questa volta Claudio Cecchetto, disc jockey, conduttore televisivo, produttore discografico e talent-scout italiano, ci vide lungo, quando negli anni 80 lanciò Lorenzo Cherubini come disc jockey.

Ma il ruolo stava stretto al nostro Lorenzo e nel 1987 esordì con il singolo “Walking”, già con il nome di Jovanotti. Simpatico l’aneddoto che lega Lorenzo al suo nome d’arte, che doveva in realtà essere Joe Vanotti. A causa dello sbaglio di un tipografo esso venne storpiato in Jovanotti e Lorenzo ritenne questo un provvidenziale segno del destino e decise di mantenerlo.

Dal 1987 ad oggi Jovanotti ha cambiato stile, in un percorso omogeneo e articolato che è sempre andato di pari passo con la sua crescita personale ed interiore. Dagli esordi scanzonati e goliardici in puro stile rap Lorenzo è passato a quella che viene definita world music, ossia sonorità caratterizzate da contaminazioni di musica pop ed etnica, il tutto riletto sempre in chiave funky.

Il successo non ha tardato ad arrivare e ha investito Jovanotti come un fiume in piena. Lorenzo è sempre rimasto il ragazzo allegro, energico, alla mano e spontaneo degli inizi, con quel suo adorabile difetto di pronuncia che ha reso la sua voce – non propriamente il massimo in termini di intonazione – riconoscibile tra mille.

I suoi pezzi sono sempre stati influenzati, nelle sonorità ma anche nelle tematiche affrontate, dai numerosi viaggi che Lorenzo ha compiuto nel corso di questi anni, in luoghi lontani e culturalmente molto diversi – e per questo ricchi di spunti per le sue composizioni – dall’Italia.
Ora Jovanotti sembra non accontentarsi del successo ottenuto in patria e tenta la traversata oltreoceano per andare alla conquista del difficile pubblico americano. E lo fa non perché in Italia non se lo fila più nessuno, anzi. Jovanotti è reduce di uno strepitoso, e per lui quasi inaspettato, risultato ottenuto grazie a “Baciami Ancora”, canzone composta appositamente per il nuovo film di Gabriele Muccino, e divenuta invece anche hit in tutte le radio.

Probabilmente ciò che spinge Lorenzo è la voglia di mettersi in gioco, uno stato d’animo a lui caro, lo stesso che l’ha spinto a creare una propria etichetta discografica, la SoleLuna, a osare nei testi anche in contesti molto istituzionali, vedi San Remo, a cimentarsi nella scrittura e a realizzare un toccante singolo, “Cuore”, in memoria di Giovanni Falcone. E questi sono solo alcuni esempi.

Insomma a Lorenzo non piace vincere facile e percorrendo furbe scorciatoie. Vuole guadagnarsi la fama con fatica, sudore e meritatamente. Per questo suo esordio americano Jovanotti ha preparato un album – “OYEAH” – composto da due CD: nel primo la registrazione di un concerto, nel secondo alcuni brani registrati durante una session di tre giorni al Brooklyn Recording Studio. Tra i pezzi inclusi nella registrazione live alcuni dei suoi più grandi successi: dalla romantica “Serenata Rap”, alla trascinante “Tanto (3)”, fino alle cosmopolite “Safari” e “L’Ombelico Del Mondo”.

Nel secondo CD invece Lorenzo ha scelto di mischiare a suoi pezzi alcune cover di brani quali “Buonasera Signorina”, “Staying Alive” e “Come Parli L’Italiano”. Ecco forse sarebbe meglio rivolgere a lui la domanda “Come parli l’inglese” perché, diciamocelo, la pronuncia di Lorenzo, seppur a noi così simpatica e generatrice di tenerezza, in realtà è piuttosto imbarazzante e sarebbe curioso vedere in diretta le reazioni del pubblico americano.
È anche vero che proprio recentemente l’America è andata in visibilio per una vecchia hit di Adriano Celentano, “Prisencolinensinainciusol”, caratterizzata da un testo che scimmiottava l’inglese, utilizzando un vocabolario di parole totalmente inventate. Quindi tutto potrebbe essere. Noi auguriamo a Jovanotti ogni bene, certo qualche riserva c’è, ma Lorenzo ci ha stupiti più di una volta. E se lo facesse ancora?

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