Home > Recensioni > Gionata Mirai: Allusioni

Il dito dotto

I chitarristi lo sanno; la tecnica del fingerpicking che ha reso grande il nome di Mark Knopfler, viene insegnata soprattutto nei Conservatori, dove a base di arpeggi e bassi continui si esplorano le possibili modulazioni sonore della chitarra acustica. Gionata Mirai ha frequentato per tre anni il Conservatorio, anche se poi ha intrapreso strade che si chiamano Teatro degli Orrori e Super Elastic Bubble Plastic. “Allusioni”, primo Album solista, è un tema solo musicale di 24 minuti diviso in 5 movimenti che si confondono e si ricompongono guidati dalla maestria di un bravissimo musicista che suona una dodici corde con ritmo serrato ma crescente.

Gionata Mirai torna alle origini della sua formazione in modo puntuale e cosciente. Le sue allusioni sono essenziali, come lo è il basamento di una colonna dorica. Se dovessimo trovare una pecca dell’album è che si tratta di un lavoro così autarchico da sembrare svincolato e decentrato, ma resta il piacere di ascoltare musica colta e autentica.

Pro

Contro

Scroll To Top