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Il giornalismo malato e la salute di Franco Battiato: tra realtà e supposizione

Da qualche giorno, su fanblog e giornali, circolano voci e supposizioni sulle condizioni fisiche presunte del cantautore e compositore Franco Battiato. Illazioni nate da una poesia scritta su Facebook dall’amico ed ex collaboratore Roberto Ferri in cui si farebbe riferimento ad una grave malattia e che si sono propagate come delle onde su una calma superficie di un lago. I più timidi, della malattia, ne fanno solo un cenno; gli audaci la mettono nero su bianco: nel titolo, nel sottotitolo, nell’articolo, nella foto in bianco e nero a suggerire mestizia e austerità. Nella chiusura no, impossibile a farlo, vista la totale assenza di fonti ufficiali e quindi l’impossibilità nella verifica d’autenticità. Da semplici blog, le supposizioni sono iniziate a comparire anche su testate più o meno importanti, locali e nazionali, dando il via alla cascata di eventi che ha portato, inevitabilmente, agli sbrodoloni commossi sui social, alla condivisione autoerotica e compulsiva di canzoni, ai necrologi e agli aforismi. Così, una notizia, una non notizia, una chiacchiera, ha avuto come esito esasperato quello di rendere reale il fatto descritto, prescindendone dall’effettiva realtà. Franco Battiato è malato e chissenefrega se, magari, non lo è affatto. Questo è un meccanismo che, se estrapolato dal caso specifico in questione, ha quasi sempre esiti pericolosi come qualsiasi cosa in grado di rendere tangibile il fittizio. La reazione e scatenarla sono le uniche cose che contano. Quello che ad oggi, viceversa, possiamo commentare è la deriva di un giornalismo famelico e cannibale, ignorante delle basi della sua deontologia, gretto ed insensibile con le persone. Schiavo di dinamiche che ne disintegrano prima la professionalità, poi la professione stessa. Il giornalismo del sentimentalismo anticipato e della contraddizione, quello anche un po’ codardo che tira il sasso e nasconde la mano. Certamente non commenteremo le voci, non alimenteremo i pettegolezzi riguardanti la salute di un uomo che ha sempre protetto la sua vita privata con discrezione, caratteristica che l’ha contraddistinto come artista e personaggio noto e che merita profondo rispetto. Non sappiamo l’entità della malattia di Franco Battiato, altresì ignoriamo l’esistenza di una qualsiasi presenza di una malattia, certo non è da oggi che inizieremo a piangerlo, ci terremo lontani da questo sciame d’api, accanito e divoratore. Intanto aspettiamo, leggiamo, valutiamo, confrontiamo e ponderiamo.

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