Home > Recensioni > Giovani si diventa

Dopo il passaggio a metà giugno al Festival di Taormina, arriva finalmente anche nelle sale italiane l’ultimo lavoro di Noah Baumbach, “Giovani si diventa” (“While We’re Young”), penalizzato da un’uscita estiva che probabilmente ne attenuerà a dismisura il potenziale commerciale. Un cast che annovera Ben Stiller, Naomi Watts, Amanda Seyfried e Adam Driver meritava di sicuro un trattamento migliore; ma è il destino di Baumbach, che anche con il suo precedente lavoro diventato un cult praticamente in tutto il pianeta, “Frances Ha”, poté godere di un’uscita carbonara nel nostro Paese in un pugno di sale dislocate prevalentemente nelle grandi città.

Il mio consiglio è di combattere la calura di questi giorni rifugiandosi al fresco di una sala cinematografica, invece, perché parliamo di una delle commedie più interessanti, innovative e meravigliosamente “al passo con i tempi” di questo 2015.

Josh e Cornelia Srebnick sono una coppia di quarantenni newyorkesi. Dopo aver provato senza successo ad avere dei figli, hanno deciso di accettare la situazione. Josh, che da diversi anni non riesce a terminare il laborioso montaggio del suo ultimo documentario, è ormai consapevole che la spinta artistica si è affievolita e sente di dover dare una svolta alla propria vita. Un giorno conosce Jamie e Darby, due spiriti liberi, fantasiosi e pieni di iniziativa, appassionati di videogame vintage e di animali domestici fuori dal comune. Per Josh, l’incontro con Jamie significa poter riaprire uno spiraglio sulla propria giovinezza, o meglio, su quella che avrebbe desiderato avere.

Stiller/Josh è un documentarista, schiacciato tra le generazione dei grandi padri del genere come suo suocero (quella dei Kramer e dei Wiseman, per intenderci) e quella del ventenne Jamie (il nostro Minervini su tutti). Il vittimismo di chi sente di vivere in un periodo a metà tra il vecchio e il nuovo (come chi vi parla e la maggior parte dei 30/40enni del mondo) è rappresentato magnificamente, produce empatia e riflessioni mai banali. In più, ed è la cosa che forse v’interessa di più, si ride tanto, di gusto, con intelligenza. Una delle uscite più interessanti in questo luglio bollente per clima, ma gelido per qualità media dei prodotti in sala. Non fatevelo scappare.

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