Home > Recensioni > Girls: Father, Son, Holy Ghost
  • Girls: Father, Son, Holy Ghost

    Girls

    Loudvision:
    Lettori:

Problemi di testosterone

Ragazze solo se li vedete da molto lontano e siete miopi, Christopher Owens e Chet White – lui è sicuramente la più donna dei due – cavalcano l’onda del rockettino che all’inizio fa storcere il naso, ma poi si fa apprezzare.

La coppia di San Francisco, di fatto, non è per nulla ignorante in campo musicale: i richiami a illustri band del passato e/o contemporanee ci sono e nemmeno in versione emula con deficit mentale. Ergo, non saltate dalla sedia se in un frammento ci sono i Beach Boys che fanno “ciao” con la mano e nel successivo gli occhiali di Costello; potreste arrivare a sentire persino l’eco dei Wolfmother in “Die”, terzo brano degli undici totali.
Vi piace l’indie che abbraccia senza troppi problemi il pop? Fateli contenti.

Liriche semplici e dirette, in linea con quanto professato dal duo nella vita quotidiana e sul palcoscenico.
Non stiamo quindi parlando di montati megalomani, bensì di un paio di modesti esseri umani che fanno del loro meglio per allietare le giornate altrui. Consiglio: partite da “Saying I Love You”.

Pro

Contro

Scroll To Top