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Attendere 5 anni per scalare l’Everest

5 anni. Tanto era passato dall’ottimo “Plan Your Escape”. In questo “Everest” c’è tutta la leggerezza lo-fi, tutto lo stile dei Girls In Hawaii, band troppo poco menzionata nel panorama indie, forse perché non sono britannici ma provengono da quella terra che tante ottime birre ha prodotto finora, il Belgio. Ma il Belgio non è solo birra, è anche pop, ma pop ben fatto, pensato bene e realizzato meglio. Il disco è una piccola antologia di come si possa scrivere in maniera semplice ed essenziale senza sconfinare nel banale. Melodie accattivanti, arpeggi coinvolgenti, testi interessanti e non scontati. Chi li ha amati nei due precedenti album, li amerà anche in questa scalata verso l’Everest.

Il primo singolo estratto, “Misses”, ci ricorda un po’ la loro “hit” (se di hit si può parlare) “Casper”, contenuta nel disco d’esordio. Leggerissima, melodicamente perfetta e molto intimistica. “We Are The Living” è quasi rock’n’roll, trascinante e aggressiva come pochi loro brani. “Switzerland” richiama molto il sound essenziale dei Grandaddy, “Head On” è di una dolcezza quasi disarmante, ti svuota tanta è l’emozione che sprigiona. “Everest” è un disco dalle mille sfaccettature, tutte belle, tutte diverse ma complementari.

Pro

Contro

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