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Giubbonski ci racconta “Testa Di Nicchia”

È uscito nella primavera 2013 “Testa Di Nicchia“, il secondo disco di Guido Rolando, in arte Giubbonsky, cantautore milanese che si rifà al filone del teatro canzone del capoluogo lombardo. Linguaggio pungente, ironia e rock sono gli ingredienti che fanno da padrone in questo disco, in cui Giubbonsky racconta la sua visione del mondo e di Milano. Ecco cosa ci ha raccontato del disco, spiegato traccia per traccia.

Povero Gatto: adattamento in lingua italiana della splendida canzone El me gatt scritta in milanese da Ivan della Mea: un omaggio al grande intellettuale, storico cantautore che tanta cultura ha lasciato in eredità a chi ha saputo apprezzarlo.

Verde: canzone dedicata a Pippa Bacca, artista, performer, ma soprattutto un’amica con la quale Giubbonsky ha condiviso momenti speciali, oltre ad aver cantato per qualche tempo nello stesso coro, il Coro di Micene di Milano.

Le Mani del Mago: un testo sognante, anche se semplice e diretto, con cui Giubbonsky ha vestito una toccante melodia scritta dall’amica fisarmonicista Giulia Bertasi. Una versione strumentale dell’identico brano è stato inciso dalla Contrabbanda di Milano, ensemble di fiati e ritmi in cui Giubbonsky suona il sax contralto.

Pattume: traccia emozionante e toccante dedicata agli abitanti di Casale Monferrato, città natale di Giubbonsky, che da anni lottano contro l’immensa strage perpetrata dai padroni dell’Eternit – assassini in doppiopetto – responsabili della morte di migliaia di cittadini innocenti.

La NostraTerra: canzone che nel 2012 è rimasta in lizza sul portale della trasmissione Caterpiller di RadioRai2 come possibile sigla dell’operazione “M’illumino di meno”; una filastrocca ecologica ispirata ad uno storico proverbio Masai: “la terra non ci è stata donata di nostri padri, ma ci è stata offerta in prestito dai nostri figli”.

Il Destriero del Re: il cavallo che si ribella al proprio cavaliere indicando la strada alla popolazione che subisce le angherie di un despota. Brano scritto insieme al bassista Mega.

Un Altro Mondo: ci sono giorni in cui nulla va particolarmente male ma neppure bene; allora può capitare di girovagare a zonzo alla ricerca di qualche cosa di cui si sente la mancanza: forse proprio di un altro mondo.

Cicliade: l’Odissea quotidiana di un ciclista nella metropoli, divenuta popolare come traccia #salvaciclisti tra il popolo delle due ruote.

Ombra di Te: un invito a non avere paura ad affrontare i propri lati oscuri, spesso alimentati dai comportamenti quotidiani; solo portandoli alla luce si possono vincere con il risultato di un’esistenza più serena e soddisfacente.

Testa di Nicchia: title track che trae origine da una serie di risposte standard ottenute da solerti operatori del settore musicale, radiofonico e non; all’ennesima sottolineatura della formula “la tua musica è interessante ma troppo di nicchia” il nostro eroe ha deciso di rivendicare l’attitudine alla nicchia.

Broncs: cover delle Officine Schwartz, mitica formazione capostipite della musica industriale nostrana nella quale Giubbonsky ha militato per anni traendone parte della propria ispirazione. La canzone narra una storia di vita randagia con lo slang dei protagonisti, gli abitanti di uno dei tanti quartieri malfamati: Quarto Oggiaro a Milano.

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