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Glastonbury Festival: 40 anni, e non sentirsi come Hendrix quel giorno

È cominciato due giorni fa il festival più importante e più atteso dell’estate inglese. Glastonbury, iniziato letteralmente all’indomani della morte di Jimi Hendrix, compie trentanove anni e concluderà questa edizione nella trionfale serata di sabato 28.

I brulli dintorni del Somerset si leccano i baffi ancora una volta di fronte a una line-up inattaccabile: mostri sacri, nuovi fenomeni, gente indie imbarazzata e signori della dance si avvicenderanno su una miriade di palchi.
Per dirne alcune: Bruce Springsteen & The E Street Band, Neil Young, Spinal Tap, Blur, Nick Cave, Amadou & Mariam, Status Quo, Dizzee Rascal, Regina Spektor, Animal Collective, Crosby Stills & Nash, Lily Allen.
Per dirne altre: Franz Ferdinand, M Ward, Bloc Party, Lady GaGa, Jarvis Cocker, Paolo Nutini, Maxïmo Park, Bat For Lashes, The Prodigy, Art Brut, Yeah Yeah Yeahs.

Si potrebbe andare avanti per talmente tanto tempo che, voltandosi, si ritroverebbe il Somerset deserto, con i mostri sacri sui loro jet, i danzerecci a gestire i postumi delle serate, e qualche sporadico gruppo indie intento a guardarsi le scarpe, ma ecco il link per controllare la line-up e tutti gli aggiornamenti: http://www.glastonburyfestivals.co.uk/

Il nuovo gruppo di Jack White, il semisegretissimo The Dead Weather, si è esibito ieri sera a sorpresa, mentre Regina Spektor, Fleet Foxes e Lily Allen hanno portato un po’ di sole.

Per chi non si fosse emozionato troppo soltanto nel leggere la line-up, il festival di Glastonbury ha anche un twitter: http://twitter.com/glastofest

Speriamo non piova (per il resto del tempo).

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