Home > Report Live > Gli Swans a Villa Ada-Roma Incontra Il Mondo2015, report live

Gli Swans a Villa Ada-Roma Incontra Il Mondo2015, report live

Ieri sera, 15 Luglio 2015, si sono esibiti sul palco di Villa Ada-Roma Incontra Il Mondo, gli Swans.
La band di Michael Gira è reduce dalla sua ultima fatica: To Be Kind; un doppio album pubblicato nel 2014 per la Mute Records che ha riscosso un successo notevole dai fan e dalla critica.

Il palco è già pronto e sullo sfumare delle ultime note di un brano di Nina Simone irrompe, irruento e spettrale, un colpo di gong; poi una lunga serie ripetuta. Come l’incedere di un fiume in piena, gli Swans, hanno dato poco preavviso prima di iniziare lo show. Il pubblico, seduto ai tavoli, si avvicina al palco per seguire con attenzione ogni movimento dei sei esperti musicisti. Come dei devoti accoliti di sapienti e mistici sacerdoti del rock.
Le prime note della chitarra slide di Cristoph Hahn scivolano tra i piatti della batteria di Phil Puleo quando fa l’ingresso sul palco Michael Gira con in braccio la sua chitarra nera. Con Frankie M., brano d’apertura del live, gli Swans, ci introducono nel loro mondo di suoni ipnotici e atmosfere cupe. Il cantato è un lamento spettrale ed evocativo.
A seguire la ritmata linea di basso di A Little God In My Hands e poi The Cloud Of Unknowing. Sono stati eseguiti tre brani e la prima ora e venti di concerto è passata in un’estasi sonora in grado di coinvolgere e sconvolgere allo stesso tempo corpo e mente.
Gli ultimi due brani, Just A Little Boy (For Chester Burnett) e Bring The Sun/Black Hole Man hanno lasciato il pubblico stregato, oserei dire, confermando l’eccellente abilità dei musicisti nella creazione di mondi e visioni sonore. I brani eseguiti dagli Swans sono così imponenti nella struttura, nella durata e nella profondità di esecuzione che affascinano e spaventano con la stessa intensità; maestosi e sinistri.

In definitiva, il concerto è stato come la colonna sonora di un film inquietante proiettato senza sosta nella mente di un infermo. Un crescendo paranoico ed ossessivo che ha inesorabilmente squarciato e dilaniato l’idea che avevamo della musica.
Il fatto è che a Gira e soci non frega assolutamente niente di essere compresi, non gli interessa la spiegazione dietro la loro esibizione. Loro sono su quel palco per scuotere e se non sei riuscito a finire il concerto significa che, in ogni modo, sono riusciti nel loro intento.

Scroll To Top