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Gli Zero Assoluto ritornano con “Alla Fine del Giorno”, l’intervista

“Alla Fine Del Giorno” è il titolo del loro ultimo album, di cui sono fierissimi. Loro sono gli Zero Assoluto, Matteo e Thomas, e ci tengono a sottolineare che “questo disco, profuma di buono”.

Siete arrivati al vostro quinto album, e dite di esservi liberati dall’ansia di dimostrare qualcosa a qualcuno. In che senso? Cosa dovevate dimostrare prima?

Matteo: Come credo ognuno di noi nella vita, si passa il periodo in cui è giusto dover dimostrare quello che si sa fare. Onestamente siamo arrivati al quinto e la consapevolezza di sapere scrivere le canzoni ormai c’è, ce la sentiamo dentro. Questo perché abbiamo preso consapevolezza che oltre alla nostra più grande passione, la musica è il nostro lavoro. E quindi ci siamo liberati di un bello zainetto pieno di ansie da prestazione, ed è un disco che abbiamo creato e vissuto con tutta la calma e il tempo a disposizione, e infatti ci abbiamo messo tre anni per farlo,  che per i parametri di oggi è abbastanza anomalo, a parte per i giganti della musica. Lo abbiamo vissuto con grande libertà e tranquillità, non che prima ce l’avessimo, ma …

 

Magari prima c’era più a voglia di stupire.

Matteo: Si esatto, e infatti “Alla Fine Del Giorno” è un disco molto più nostro, a differenza di “Prendermi” che era più sperimentale. Ma alla fine, come si dice, “il primo amore non si scorda mai” quindi siamo tornati a scrivere le canzoni come un tempo, completamente nostre. Viviamo la scrittura dei brani ancora come un impeto, non ci mettiamo a tavolino, lo prendiamo come un momento dedicato, d’ispirazione. Noi scriviamo le canzoni in due e, non sembra, ma è difficilissimo. È anche bellissimo, perché è come andare dall’analista gratis perché ti metti lì, cerchi un compromesso, ti metti in gioco.

Thomas: Spesso non si è d’accordo, soprattutto considerato che noi parliamo di emozioni, di sentimenti, e quindi i punti di vista possono essere discordanti. Litighiamo spesso. Ma in questo modo riesci a guardare la situazione da un altro punto di vista. E a scrivere una canzone!

Tu sei diventato padre (Thomas) e si sa, nelle canzoni si attinge dal privato.

Thomas: Si in realtà quando sono diventato padre due mesi fa e il disco era già finito. Comunque sì, è vero, attingiamo da quello che ci succede intorno, ma spesso una canzone è un mix di esperienze. Poi c’è il suo coinquilino (indica Matteo, n.d.r.) che è stato di enorme ispirazione!

Matteo: Si dovremmo fargli un regalo!

In “Un’Altra Notte Se Ne Va” c’è una frase che colpisce: “l’accontentarsi è meglio del restare soli”. Quanto questo concetto riguarda voi?

Matteo: In realtà ci riguarda molto poco, ma voleva essere una provocazione che stava bene nel contesto: a volte per cercare di dare il meglio devi avere la consapevolezza di quello che hai fatto fino a quel momento. Il successo a tutti i costi, quindi il raggiungimento di una felicità gridata e ostentata, soprattutto nel mondo in cui viviamo, è deleterio, fa male. È l’unico dettaglio del mondo dei talent che mi mette sempre molta paura, ma non per il talent in se’, ma nella gente che li guarda. Nel senso che a volte è bello fare musica per piacere e non solo per diventare delle stelle della musica internazionale. Musica per fare musica, così come tante altre cose.

Thomas: Questo lo vedo come un passaggio di maturità, non è cambiato ciò di cui parliamo ma è cambiata la prospettiva e la modalità di analizzare le cose.

Dal punto di vista testuale, quanto incide che voi due abbiate delle attività altre al di fuori della musica?

Matteo: Le abbiamo sempre fatto le cose parallele, la musica ci ha dato molto possibilità ma abbiamo sempre fatto cose collaterali. Siamo onnivori di comunicazione, nella quale la musica è invadente, ma anche tutto il resto ci interessa. Quindi inevitabilmente influiscono tutte le nostre passioni, televisione, comunicazione, arte.

E il progetto con Cosimo Alemà, com’è nato?

Matteo: Questo progetto ci diverte moltissimo: per le 10 tracce dell’album, 10 videoclip. Tutto un lavoro maniacale, tra il video, la copertina, la grafica, cercando di trovare coerenza stilistica. Io e Thomas siamo a cavallo tra la vecchia discografia e la nuova discografia, ovvero tra la generazione del cd vero e proprio, concreto, che ormai è vintage, e la generazione di internet. Ci serviva una persona esterna che recuperasse il rapporto con internet e i social e allo stesso tempo con la grafica e l’immagine del disco. E Cosimo ci ha aiutato a creare una squadra. Mi preoccupa quando sento “ci siamo chiusi in studio e abbiamo fatto il disco”. Noi siamo usciti dallo studio per fare il nostro ultimo album, perché tutte le esperienze collaterali poi ci finiscono in una canzone.

Musicalmente parlando invece, vi siete presi una maggiore libertà nel fare un po’ tutto?

Thomas: Secondo me il sound di questo disco racchiude il meglio di quello che abbiamo fatto negli ultimi cinque dischi. A livello musicale è sempre legata alle persone con cui abbiamo scritto le canzoni. È fondamentale il lavoro di squadra e qualcuno che ti metta in discussione dicendoti “io qua non capisco”. Così ha fatto Ermal Meta per “All’Improvviso”. Per Alla fine del giorno per esempio ci siamo ritrovati in uno studio e vicino a noi c’erano trombettisti, violoncelli, sax, quindi andavamo da loro e si creavano collaborazioni. Ci incuriosiva affiancare elementi fissi a ciò che arrivava o capitava.

Quando dite di esservi esposti di più, cosa intendete esattamente? Dal punto di vista testuale, musicale?

Matteo: La cosa che ho capito, o meglio che spero di avere capito, in questi anni è che quando passi la soglia del primo disco, del secondo eccetera, e ti è anche andata bene (grazie a dio!) , l’unico dovere che hai nei confronti di chi ti ascolta è l’onestà. C’è un metodo per scrivere una canzone, e quello si impara. Ma quello che non impari mai è l’onestà con cui ti approcci a un argomento. E penso sia l’unico modo per una canzone di entrare nelle persone. Scriviamo queste canzoni e le scriviamo seriamente. Ecco: noi prendiamo molto seriamente il pop.

Che poi forse stiamo parlando di credibilità

Matteo: Si esatto, soprattutto in un gruppo come il nostro, la parola credibilità non è uno scherzo. Perché per noi il pop è una cosa seria, siamo credibili perché il pop lo prendiamo seriamente, come il rock, il rap, eccetera.

Ecco appunto di questo, quanto è difficile fare il pop in un paese che relega il pop al varietà?

Thomas: È dura, poi noi in Italia siamo straordinari nel senso che in America i generi musicali sono quelli e la gente li fa, in Italia andiamo molto a fenomeni: adesso c’è il fenomeno dell’hip hop che è esploso in maniera incredibile. Ma c’è stato anche il periodo del pop. Secondo me la sfida per chi fa musica adesso è cercare di durare, di esserci, con forte credibilità, con una carta d’identità evidente.

Ogni anno quando si parla di Sanremo esce sempre il vostro nome. La domanda è: avete lasciato qualche brano fuori?

Matteo: Abbiamo lasciato parecchio materiale fuori, e questo perché senza snobismo diciamo che noi abbiamo una gran voglia di andare a Sanremo. È una vetrina straordinaria per raccontare a che punto sei arrivato, è un festival popolare, di cui chiunque parla. Tutti diventano critici durante Sanremo! È fantastico. In tv si parla tanto di musica, ma ci sono pochi programmi in cui si fa musica, e Sanremo è uno di questi. L’Italia si ferma e per un bel periodo tutti pensano a quello, tutti parlano di quello. Sanremo è imprescindibile.

Il sottotitolo dovrebbe essere #ilpopèunacosaseria!

I Club Dogo, jake la furia l’altro giorno ha detto che sanremo è l’ultima spiaggia per un artista.

Matteo: Non sono d’accordo, forse per il suo genere musicale. Noi pensiamo che Sanremo sia al cosa più chic in Italia. È una grande opportunità, una straordinaria festa popolare, una delle poche rimaste. È un assurdo circo, è incredibile!

Comunque per chiudere vorrei dire una cosa: il disco è uscito il 9 settembre, il giorno in cui è uscito l’Iphone 6, e casualmente in “Quando Arriva Il Freddo” c’è la frase: “quando arriva il freddo pure il sole si nasconde, quanta gente in fila per comprasse un altro iphonne”. (Ride, n.d.r.) Sembra fatto apposta ma non lo è, giuro! Tra l’altro lo avevamo scritto in romanaccio spinto, poi l’abbiamo aggiustata, rieducato. Forse prima o poi faremo un vero pezzo total romanesco.

 

Tracklist:

1. Un’altra notte se ne va

2. Respirerò

3. All’improvviso

4. Alla fine del giorno

5. Quando arriva il freddo

6. Dopodomani

7. La storia di noi due

8. Chiudo gli occhi

9. Adesso basta

10. Dove

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