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Gli Zu più in piccolo

Sabato sera al Centro Sociale Dordoni di Cremona si sono esibiti i Mombu, gruppo semisconosciuto che ha attirato i fans degli Zu, dato che nel duo (batteria e sax) milita Luca Mai, appartenente per l’appunto alla noise band romana. Con lui, Antonio Zitarelli dei Neo, che sembra il sosia di Zach Galifianakis e che, a vederlo giù dal palco, non gli si darebbe due lire.
Poi inizia a suonare ed è lui il vero spettacolo. In realtà, Zitarelli mette in fila un gran numero di esercizi, in particolare esegue i paradiddle con grande maestria, ed è da guardare incantati per la sua padronanza tecnica. Ma manca di creatività, e le basi ritmiche eseguite variano su tre stilemi: il ritmo piano, i paradiddle e la mano sinistra in controtempo con la cassa, che fa i quarti, mentre con la destra si suonano le terzine.

Lo spettacolo è comunque garantito, anche a causa della stranezza dell’impostazione della batteria (rullante centrale, raid chiuso che non emette alcun suono e che viene usato per lo più con la cassa per tenere il ritmo, due timpani a ciascun lato, un crash grande e uno piccolo e malmesso) e del gran numero di bacchette rotte durante l’esibizione. Come negli Zu, Mai esegue una parte ritmica, facendo da contrappunto alla batteria, mentre le parti melodiche sono essenziali, ridotte all’osso, in pratica inutili.
Un concerto veloce (il set non è ricchissimo, dato che il gruppo è appena nato), che non annoia un solo secondo. Tirato, freddo (la comunicatività di Mai e Zitarelli è rinomata per la sua assenza), da vedere.

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