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    Glittertind

    Data di uscita: 29-05-2009

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Due anime, poca sostanza

Un paese con un passato da raccontare, due musicisti e un album etichettato folk metal.
Il paese in questione è la Norvegia, nazione di cui i Glittertind raccontano tradizioni e storia rigorosamente in lingua locale. I musicisti sono Torbjørn Sandvik (classe 1985), che ha dato vita al one-man project Glittertind nel 2001, e Geirmund Simonsen (1983), aggregatosi successivamente. L’album, “Landkjenning”, è il secondo lavoro per la band.

I Glittertind si presentano con la title track, pezzo che raffigura pienamente le due anime di questo album: per metà folk con un carattere al confine fra punk hardcore ed epic metal (se mai si può azzardare a dire che le due cose siano confinanti), per l’altra metà un misto di armonie lente e litanie in norvegese.
“Landkjenning” prosegue con un paio di tracce sonnolente in cui si arriva a convincersi che il loro progetto sia quanto più lontano dal metal esista e che il norvegese in stile canti popolari sia una lingua terribilmente lagnosa.

Da “Longships And Mead”, unico brano in inglese, il duo cambia faccia e imbrocca quattro canzoni consecutive che svegliano e in cui tutto – o quasi – suona al posto giusto: fiati, archi, percussioni, e persino il norvegese non è più così sgradevole. L’unico elemento che continua a non quadrare è quel folk metal scritto in grande dalla Napalm Records sul promo-cd. Le canzoni son sempre piuttosto vicine al folk, ma piuttosto lontane dal metal.

Sandvik e Simonsen vorrebbero portare l’ascoltatore indietro nel tempo narrando di Olav Tryggvason, di avventure e nostalgia per “i tempi in cui l’uomo e il mare condividevano un comune spirito di fratellanza e gloria” (cit. sito ufficiale).
Un buon proposito, che si traduce però in un album indigesto e male assortito.
Sarebbe bello pensare che sia solo colpa del norvegese. Purtroppo invece anche le melodie hanno la loro parte di responsabilità.

Passata la prima traccia potremmo prendere l’album e con una piccola operazione chirurgica dividerlo in due EP: dalla 4 alla 7 (inutile chiamare le tracce per nome) finirebbero in un buon “Landkjennking cd.1 – Folk Punk”; le restanti in uno stopposo “Cd. 2 – Suoni e parole dalla tradizione norvegese”.
I due nordici hanno dimostrato di essere capaci di creare canzoni miste fra lo stile-lentone e il folk più coinvolgente, peccato che in questo album non abbiano voluto farlo.

Pro

Contro

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