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  • Glyder: Backroads To Byzantium

    Glyder

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Rock on the road

Nuovo vocalist e nuovo disco per gli irlandesi Glyder, che per il titolo hanno scomodato nientemeno che il celebre poeta connazionale W. B. Yeats.

“Backroads To…” colpisce per l’approccio innovativo ad un genere (hard rock/AOR) che sembrava aver già detto tutto, e per la levità del sound. Ritmiche orecchiabili e una voce graffiante completano l’insieme, come dimostra “Fade To Dust”.

La mano dei grandi maestri (Yes, Kansas, Boston su tutti) traspare invece da brani come “Even If I Don’t Know…” e da “End Of The Line”, mentre la bellissima ballad “Motions Of Time” chiude le danze.

Nel complesso, un album che si fa ascoltare con piacere per il livello qualitativo uniformemente buono delle track che lo compongono.

I Glyder tornano con un CD discreto e gradevole che, se non sarà il disco dell’anno, piacerà tuttavia per la freschezza delle sonorità e per l’originalità nel mescolare ritmiche moderne e sound stile ’80s.

A conferma che il panorma musicale irlandese non è fatto di solo pop-folk annacquato e di U2, questa band, insieme ai connazionali The Answer, rivitalizza un genere che in Europa si stava un po’ perdendo, e che aveva bisogno di essere svecchiato con nomi nuovi. In attesa di rivederli in Italia, gustiamoci “Backroads to..”, magari durante un rilassante viaggio in macchina.

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