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  • Godblesscomputers: Plush And Safe, la recensione

    La Tempesta/Fresh YO! / Self

    Data di uscita: 12-05-2015

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Godblesscomputers (all’anagrafe Lorenzo Nada) è lo pseudonimo dietro cui si nasconde uno dei producer italiani più promettenti degli ultimi anni. Italiano di nascita, ma con una grandissima esperienza fuori dai nostri confini, torna dopo quasi un anno di distanza dalla pubblicazione del fortunato “Veleno” per la Fresh Yo! Label. Il nuovo disco “Plush And Safe” viene pubblicato in collaborazione tra la Tempesta International e la Fresh Yo! Label e ha le carte in regola per rappresentare un gradino fondamentale nel percorso artistico di Godblesscomputers.

Il titolo del disco richiama la frase “Plush Safe he Think” contenuta in una delle maggiori opere dello street artist newyorkese di fine anni 70 Jean Michel Basquiat. Basquiat rappresenta uno dei riferimenti principali di Lorenzo e il tema del disco prende spunto dal ragionamento ispirato da quell’opera. Il tema centrale è quello della ricerca del controllo assoluto della propria vita e delle proprie azioni. La presa di coscienza che è impossibile avere un pieno controllo si tramuta in un sentimento di malinconia e di accettazione, che finisce con il dilatare le atmosfere del disco.

Nel disco ci sono undici brani e la musica elettronica di matrice europea è la principale influenza. Lorenzo però pesca anche a piene mani nel mondo del Hip Hop e in quello del soul d’ispirazione americana, creando un interessante dicotomia.

Il brano d’apertura “Closer” è il brano dall’impatto maggiore, che caratterizza subito il lavoro e getta le basi per l’universo da lui immaginato. Riff serrati si alternano ad atmosfere dilatate. Le suggestioni urbane si mischiano con quelle più oniriche, trascinandoti via. Altri due passaggi fondamentali del disco sono “Clouds” e “Light Is Changing” in cui la voce della bravissima cantante degli Amycanbe si fonde ai beat prodotti da Lorenzo. La collaborazione tra i due produce dei pezzi di grandissimo valore. Il disco si chiude con la ballata “Somewhere Away From Me”, che è quasi un arrivederci malinconico, un lasciarsi dopo aver fatto tanta strada insieme ed essere arrivati ad un bivio in cui ci si deve separare.

Un disco prezioso, ideale se si vuole farsi portare via e perdere momentaneamente la cognizione del mondo esterno. Bisogna avere però la consapevolezza che le cose belle finiscono. In questo caso il danno è minimo, visto che basta schiacciare nuovamente il tasto “Play” e tutto ricomincia .

 

Pro

Contro

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