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  • Godyva: Planetarium

    Godyva

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L’anima gotica del profondo sud

I Godyva si formano ufficialmente a Bari nel 2000, ma il primo momento chiave della loro carriera è da registrarsi nel 2001 quando il tastierista Botys Beezart entra a far parte del gruppo contribuendo significativamente all’evoluzione del sound della band. È nel 2002 che i Godyva registrano la loro prima raccolta di brani inediti: “Advent”, seguita da numerose performance live che contribuiscono a lanciare il gruppo nel panorama del gothic metal.
A giugno del 2006 vede la luce “In Good And Evil”, successivamente promosso in modo massiccio tanto da aprire le porte a diverse collaborazioni che non mancano neanche in questo nuovo atteso lavoro: “Planetarium”, prodotto dall’etichetta Razar Ice Records, la stessa che ha lavorato con TNT e Queensryche, per fare alcuni nomi.
Lady Godiva, vocalist della band, ammalia fin da subito con una voce particolare dal timbro sicuramente melodioso che riesce a donare ai brani, in particolare ci riferiamo a “Mary In Blood” e “Innocent” – proposta anche in versione acustica – quella atmosfera malinconica e sofferta tipica del genere gothic.
Nonostante il sound e le liriche dei Godyva abbiano una loro intrinseca originalità e le musiche non appaiono ancora massicciamente influenzate dal mercato di riferimento, difficile non notare alcune somiglianze con i Lacuna Coil, storico gruppo milanese ormai affermatosi nel genere. Questo accade soprattutto in tracce quali “The Ark” e “No Fault”, due pezzi alquanto semplici e melodici resi preziosi dalla maestria di un batterista, Enyo, di tutto rispetto.
Se non si tratta di capolavoro in grado di far gridare al miracolo, siamo comunque di fronte ad un lavoro onesto, diretto, genuino che dimostra non solo bravura e competenza tecniche frutto di anni di impegno, ma anche una encomiabile passione e una forte personalità che potrebbero far emergere il gruppo e decretarne un discreto successo.

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