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Godzilla” è l’animale divino. E come tutte le cose divine, è difficile da tradurre in immagini e parole. La creatura, nata dalla fantasia, di Ishiro Honda (che ne diresse una versione cinematografica nel 1954), aveva già fatto una sua apprezzabile incursione nel mercato occidentale nel 1998, per mano di Roland Emmerich. Ma ora, nella nuova versione, di Gareth Edward, il lucertolone ancestrale trova nuovo smalto. E non parliamo semplicemente di 3D.

Con un buon cast, che vede anche la partecipazione di Juliette Binoche, il film di Gareth Edwards ha come per protagonista Ford Bordy (Aaron Taylor-Johnson), militare statunitense con un passato oscuro. La madre è infatti morta in un misterioso incidente a una centrale atomica giapponese quando lui era ancora piccolo. Il padre, rimasto nel paese del Sol Levante, è sicuro che non si sia trattato di un incidente, ma che il fatto nasconde qualcosa di scottante. Sulla Terra sta infatti per scatenarsi una battaglia tra mostri sopiti da millenni, contro cui l’uomo pare non avere alcuna possibilità di vittoria.

Spettacolare ed epico, “Godzilla” non è un semplice disaster movie, anche se le sequenze in cui San Francisco viene quasi rasa al suolo da Godzilla & Co. sono davvero mozzafiato. C’è, come nell’originale giapponese, una riflessione sullo sfruttamento dell’energia atomica, ovviamente, ma anche la capacità di congegnare una storia insieme terribile e commovente. Con il rischio di piacere persino agli spettatori più snob.

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Contro

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