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  • Gojira: The Way Of All Flesh

    Gojira

    Data di uscita: 13-10-2008

    Loudvision:
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Bello senz’anima

I Gojira, ahinoi, sono un nuovo caso di allucinazione collettiva nella fertile scena extreme-prog-moltopocolinear-core.
Non si spiega altrimenti l’entusiasmo sorto intorno a “The Way Of All Flesh”, nuova fatica discografica di questi francesi che meno francesi non si può.

Eppure è facile farsi ingannare dall’inizio al fulmicotone di “Oroborus” (eh?): riff alla Mastodon, vocina filtrata stile Cynic, splendida melodia. Facile pensare di essere di fronte alla new sensation, il gruppo pesante-ma-anche-intelligente che farà gioire in egual misura metallari e indieboyz.
Peccato che il sogno si infranga già con la successiva “Toxic Garbage Island”: lo chiediamo col cuore in mano, basta clonare i Meshuggah, per pietà! Che la canzone poi si evolva in altre direzioni, che vanno a lambire un po’ di relapsismo d’accatto e qualche pestatona brutallara è solo un altro punto a sfavore di un prodotto confezionato con classe e maestria, ma che prodotto resta.

Poco importa alla fine che ci siano (anche) grandi canzoni, come il cyberincubo intitolato “A Sight To Behold”. “The Way Of All Flesh” è un lavoro troppo perfettino, troppo tuttoalpostogiusto per poter spostare davvero qualcosa. Sicuramente piacerà a chi apprezza questo genere di commistioni da metallaro pettinato, come testimonia (per dire) il recente successo dei Between The Buried And Me. E sicuramente non si può bocciare “The Way Of All Flesh”, perché formalmente si tratta di un disco (quasi) inattaccabile.
Lasciateci però dire che la musica pesante è tutt’altra cosa.

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