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Golden Globes 2013: Nomination, il trionfo della Storia

La battaglia, come poche altre volte, è davvero aperta: dopo l’annuncio delle candidature dei prossimi Golden Globes nessun titolo sembra spiccare sugli altri, anche se si registrano molti film di potenziale valore. Ad accomunare molti degli sfidanti al premio per miglior film drammatico è l’oggetto trattato: più di uno si rifà infatti ad eventi e personaggi realmente esistiti, attraverso un’indagine della storia recente e passata.

Si comincia con “Lincoln“, tra i più ricchi di nomination: ultima fatica di Steven Spielberg, un biopic su uno dei presidenti americani più carismatici della Storia. Il film affronta in realtà un breve pezzo della sua vita: all’indomani della Guerra Civile, Lincoln si trova ad affrontare il problema dello schiavismo. Interpretato da un Daniel Day-Lewis impressionante per la millimetrica somiglianza, che non a caso si porta a casa la nomination come miglior attore, insieme a Spielberg come regista.

Di storia parliamo anche con “Argo“, terzo film da regista di Ben Affleck e ormai definitiva dimostrazione del suo talento. Dei suoi tre, questo è anche il più ambizioso e conferma l’abilità dell’autore nel gestire ritmo e stili diversi in un film che — rievocando le tensioni tra Iran e USA nel 1979/80 — diventa anche specchio dell’oggi, ma soprattutto una macchina di spettacolo perfetta, che non a caso ambisce anche alla miglior sceneggiatura (ad opera di Chris Terrio).

E come poteva non essere candidato anche lo script di Quentin Tarantino (in lizza anche come miglior regista) per il suo “Django Unchained“? Che l’autore di “Pulp Fiction” e “Jackie Brown” sia anche un finissimo scrittore di dialoghi e situazioni è fuor di dubbio. Anche per il suo nuovo film siamo in un contesto storico, dalle parti del “Lincoln” spielberghiano, ma trattato attraverso il filtro dei generi, come sempre per il regista di Knoxville. Stavolta Tarantino ci regala finalmente un western e la sua proverbiale abilità nella direzione degli attori lo premia con la nomination come non protagonista per un attesissimo Leonardo DiCaprio in versione villain.

Unica donna candidata, e non per la prima volta, è Kathryn Bigelow che conferma la sua propensione a un cinema “muscolare” e maschile, raccontando, nel suo “Operazione Zero Dark Thirty”, la caccia e l’uccisione di Bin Laden da parte dei Navy Seal.

A discostarsi dalla Storia è solo Ang Lee, con la sua “Vita Di Pi“, che attiene più al racconto avventuroso e fiabesco, col giovane Pi disperso in mare col suo carico di animali da zoo, tra cui una pericolosa tigre da tenere d’occhio.

Sorpresa per la mancata nomination per “The Master” di Paul Thomas Anderson, ma pure registriamo, nella sezione miglior commedia o musical, il nome dell’altro Anderson, Wes, candidato per il suo splendido “Moonrise Kingdom“, che, come “Fantastic Mr. Fox” segue le originalissime orme dell’esordio del regista. Accanto a lui vediamo nominato, tra gli altri, il musical “Les Misérables” costellato di un cast sopraffino che vede Hugh Jackman, Russell Crowe, Anne Hathaway, Amanda Seyfried, Sacha Baron Cohen e Helena Bonham Carter.

Per quanto riguarda le serie tv ritroviamo quasi tutti i capolavori in circolazione in questo momento come “Breaking Bad”, “Boardwalk Empire”, “Downton Abbey”, “Homeland”, “The Newsroom”; sul fronte comedy si affrontano invece “The Big Bang Theory”, “Episodes”, “Girls”, “Modern Family” e “Smash”. Tra i candidati per miglior interpretazione, molti tra gli attori di queste stesse serie.

Qui l’elenco completo delle candidature

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