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Goose: Ci siamo fatti attendere ma…

Dopo il successo del primo album “Bring It On” i Goose sono tornati con “Synrise”, secondo lavoro in studio per la band belga. “Synrise” è un ottimo esempio dell’esperienza che i ragazzi hanno acquisito in questi anni, passati suonando sui palchi di tutta Europa. Li abbiamo intervistati al Tunnel di Milano, protagonisti di una serata del Club NME Milan, importante palcoscenico internazionale per il circuito indie/electro. Ecco cosa ci hanno raccontato sul nuovo album, sulla loro crescita artistica e sulla partecipazione alla prossima edizione dell’ElectroVenice.

Ciao ragazzi, ben tornati a Milano. Come sta andando il vostro tour?
Siamo arrivati a Milano ieri ed il tour sta andando bene. La settimana scorsa abbiamo fatto un buon concerto a Berlino e ora ci troviamo in Italia. Ci stiamo divertendo molto, durante il tour accadono cose imbarazzanti da raccontare tipo… Ok, ecco una cosa divertente: in Germania avevo i calzini nella doccia e questo… è tutto (ridono, ndr). Non vi dirò altro.

In questo tour state presentando il vostro nuovo album “Synrise”. Cosa è cambiato dall’uscita del precedente album “Bring It On”?
Dall’uscita del primo disco la nostra esperienza ci ha fatto crescere: abbiamo avuto la possibilità di suonare molto e abbiamo visitato molti paesi. Penso che sia questo a cambiare profondamente un musicista. Inoltre abbiamo avuto la possibilità di condividere la nostra musica con tante altre persone ed è una bella sensazione.

“Synrise” è il vostro secondo disco. Come lo descrivereste? Cosa rappresenta per voi?
Questo album è un passaggio ad un livello successivo. Abbiamo cercato di registrarlo il più possibile dal vivo, utilizzando più batteria vera e registrazioni dirette dei sintetizzatori, senza troppi taglia e incolla. La musica è più melodica e anche la produzione è ad un livello superiore. Siamo molto contenti di questo lavoro, rappresenta un passo avanti per noi, ed è una soddisfazione poterlo suonare dal vivo. Nei live mixiamo le vecchie canzoni con quelle nuove creando delle belle combinazioni. Nel primo album avevamo ancora parti e strumenti acustici, come la parti di chitarra e basso. Ora invece usiamo molto di più i sintetizzatori quindi suonare le vecchie canzoni solo con batteria e sintetizzatori è sicuramente un passo avanti per noi. Tecnicamente è una sfida ma funziona e ci da molta energia.

Sono passati circa cinque anni dall’uscita di “Bring It On”. Come mai vi è servito tutto questo tempo per realizzare un nuovo album?
Non sapevamo che il tempo passasse così in fretta (ridono, ndr). Tra il primo ed il secondo album non ci abbiamo pensato ma il tempo è passato velocemente.
Siamo stati in tour per due anni fino alla fine del 2008 poi alla fine del 2009 eravamo pronti per lavorare al nuovo album. Ci è sembrato tutto naturale ma senza rendercene conto sono passati quattro anni. Stavolta cercheremo di scrivere i nuovi pezzi durante il tour anche perché saremo in giro per molto tempo. Inoltre ora abbiamo una nuova strumentazione in studio e, quando torneremo a casa, sarà facile poter lavorare sul materiale che abbiamo creato in viaggio. Anche questo è un passo avanti.

Come si sono evoluti il vostro sound e la vostra tecnica durante questi ultimi anni dedicati principalmente all’attività “live”?
Penso che ora siamo più liberi, abbiamo la sensazione di poter fare qualsiasi cosa, di poter prendere qualsiasi direzione senza essere vincolati dagli strumenti. Possiamo utilizzare qualsiasi strumento presente in studio e creare qualcosa. Ad esempio per questo album abbiamo usato molti sintetizzatori, ne avevamo diversi in studio. Ma lo stesso discorso vale per le chitarre o per i timpani della batteria. Qualsiasi cosa suoni bene alle nostre orecchie la possiamo usare.

Sappiamo che sarete presenti alla prossima edizione dell’ElectroVenice che avrà luogo quest’estate. Cosa rappresenta per voi questa occasione? Potete anticiparci qualche canzone della scaletta che suonerete?
È bello essere di nuovo in Italia. Penso che da gennaio questa sia la quinta volta che veniamo. Ogni invito è una grande opportunità per noi. L’ElectroVenice è un grande festival che attira molto pubblico quindi dobbiamo cogliere al volo questa opportunità di suonarci. La maggior parte delle canzoni saranno del nuovo album. Le altre canzoni saranno quelle che le persone conosco di più, ad esempio i remix del nostro amico The Bloody Beetroots, in particolare Black Gloves. Sappiamo che questa canzone piace molto al pubblico italiano proprio per il remix di The Bloody Beetroots penso. Abbiamo anche alcune cose nuove che sarà divertente provare.

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