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Gotthard: La rinascita

Anche nel rock spesso ci si trova davanti a situazioni da affrontare ben più consistenti ed importanti del vecchio stereotipo sex, drugs and rock n’ roll.
Il rock è vita e come tale pone di fronte a chi ne fa la propria bandiera, a momenti bellissimi e dolori immensi.

I Gotthard, storica ed apprezzatissima band hard rock svizzera, han dovuto affrontare una delle prove più dure quando il singer Steve Lee è tragicamente deceduto in Usa in un incidente stradale nel 2010.
Ma a tale evento la band ha deciso di reagire con forza, andando avanti, rimettendo in gioco 20 anni di onorata carriera con uno sconosciuto dietro al microfono a sostituire chi non c’è più.

Di questo ed altro abbiamo parlato con il cordialissimo chitarrista Leo Leoni nel backstage del Gods Of Metal, poco prima che i Gotthard calcassero lo stage in questa torrida giornata estiva.

Ciao Leo, partirei sottolineando il fatto che sono vent’anno dalla pubblicazione del vostro primo disco, un traguardo importante. Vuoi fare un punto della situazione retrospettivo tra soddisfazioni, delusioni ed avvenimenti vari?
Ciao, sì, sicuramente ci sono state tante soddisfazioni, vent’anni inoltre quasi con la stessa formazione. Purtroppo c’è stata una grande delusione, che ci porterà a scrivere i prossimi capitoli con un’altra persona. È andata così, ci è rimasto l’amaro in bocca, ma per fortuna abbiamo trovato un ottimo personaggio per poter continuare a scrivere il nostro libro.

Il primo disco di solito è sempre un punto importantissimo per poter avviare professionalmente una carriera, ma al di là di questo c’è qualche disco a cui ti senti particolarmente legato?
Be’, diciamo che “Firebirth” è il nostro secondo primo disco, quindi nuovamente una release molto significativa. Non che gli altri finiscano nel dimenticatoio, ma a volte altri sono stati realizzati a seconda delle tempistiche disponibili. Il rock negli ultimi anni è stato sempre più relegato per cui ogni album è un traguardo a sé nel continuare a percorrere la propria strada.

Avete in programma di celebrare il ventesimo anniversario con qualche evento speciale o release dedicate?
Guarda io credo che il primo e migliore festeggiamento lo stiamo già facendo con il fatto di essere di nuovo in pista, suonare in tour nei più importanti festival estivi europei e non solo. Dopo ciò che è successo mi piace pensare che sia già una grande vittoria. Poi in seguito piano piano si vedrà.

Vuoi parlarci di Nic, il vostro nuovo singer?
Nic è un bravissimo cantante ed una gran persona, quella che abbiamo ritenuto essere la persona giusta al momento delle audizioni. Si è trovato immediatamente bene con il nostro percorso musicale e con il nostro stile di vita. Ha fatto si che il cuore dei Gotthard potesse battere ancora e ci ha convinti da subito. Anche i fan han dato ragione al nostro cuore ed alla nostra scelta fino ad ora .

Il suo punto di forza secondo me è il fatto di saper interpretare egregiamente il vecchio materiale pur avendo una propria personalità stilistica e non essendo quindi un clone di Steve..

Esatto! Questo è davvero giusto ed era importante per noi che fosse così. Ricorda si il nostro percorso passato ed il suono Gotthard, ma ha un suo carattere preciso. È un po’ ciò che successe molti anni fa agli Ac/Dc se ci pensi. Quando uscì “Back In Black” la gente riconobbe il suono della band ed il nuovo suono accettandolo. Il modo in cui abbiamo agito è stata la nostra unica chance di andare avanti.

Ed arriviamo allora a “Firebirth”, una rinascita come si diceva, chiara in fondo fin dal titolo.
È quello che penso. Sai, alla fine una morte c’è stata e la band stessa di conseguenza è arrivata vicino alla propria morte artistica. Siamo stati molto scombussolati ma abbiamo scelto di andare avanti e questo ne è il risultato.
[PAGEBREAK] Ora è passato un po’ di tempo e voi siete tornati all’opera. Essendo una questione prima di tutto umanamente delicata, non vorrei essere troppo invadente nel cercare un breve ricordo di Steve. Te la senti?
Sicuramente. Sai abbiamo perso un compagno con il quale, almeno io personalmente, ho passato più di metà della mia vita, professionalmente ed umanamente. Quando ti viene a mancare un membro della famiglia il dolore rimane, ma sicuramente rimangono anche i bei ricordi e le cose belle fatte insieme. Steve ha lasciato un bellissimo ed indelebile segno su questa terra fruibile per tutti, con la voce, nei dischi, che rimarranno per sempre.

Il potere della musica è anche questo…
Certo, la musica testimonia emozioni, serve ad unire la gente, a divertire e mi piace pensare che i Gotthard con Steve abbiano lavorato in questo senso e continueranno a farlo in futuro.

Voi siete a due passi dall’Italia ma allo stesso tempo siete anche vicini alla Germania, da sempre uno dei Paesi europei sicuramente più forti in ambito metal. Pensi che l’Italia riuscirà mai ad emergere in questo contesto?
Io penso che l’Italia creda da molti anni nel rock e nel metal, le infrastrutture ci sono, manca forse un po’ il sostegno nell’organizzare e diffondere di più tali generi e questo fa forse un po’ paura. D’altro canto negli ultimi anni si vedono però spesso festival ed eventi con diversi generi al suo interno anche molto distanti tra loro. Questo è positivo. Sono stato spesso in Italia, anche nel sud in vacanza ed ovunque si vede uno sviluppo ed organizzazioni importanti di diversa estrazione.

Ma per un pubblico a volte non sempre ricettivo, non è facile raccogliere comunque persone con gusti totalmente diversi sotto un’unica bandiera ed un unico evento, non trovi?
Forse ci va ancora un po’ di tempo, ma ciò che piano piano succede è già bello e non può che crescere. è questione di tempo ma anche l’Italia avrà sempre più belle manifestazioni grandi come in altri Paesi.

Dopo questo tour di festival estivi che vi vede protagonisti anche del nostro Gods Of Metal, quando vi rivedremo in Italia con il vostro show?
Torneremo attorno ad ottobre. Sicuramente a Milano e poi si vedrà, magari riusciremo a fare altre date. Nel frattempo gireremo tutta l’Europa inclusa la Russia.

Ti ringrazio molto Leo per la disponibilità e gentilezza ed a questo punto ti lascio andare a prepararti e preparare le tue Les Paul per il concerto
Grazie a te ed a Loudvision!

La rinascita infuocata è fuori, disponibile per chiunque la voglia sentire. Sicuramente ciò che oggi al Gods Of Metal non è mancato per i Gotthard ed in particolare per Nic Maeder è stato un ottimo battesimo, di fuoco anch’esso, a testimoniare la voglia imperitura di continuare a suonare di una grande band.

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