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Gotye: From kangaroos with love

Una storia d’altri tempi, quella di Wouter DeBacker, al secolo Gotye, passato dal Do It Yourself nella terra dei canguri al successo, se non mondiale, quantomeno europeo. Gli abbiamo fatto un paio di domande per farci raccontare come è nato il bellissimo “Like Drawing Blood” e scandagliare i progetti futuri.

Innanzi tutto dobbiamo farti i complimenti per il tuo ultimo lavoro: è abbastanza sorprendente per noi, in Europa, ascoltare un album così bello di un completo sconosciuto. Come hai accolto tutto questo successo fuori dal tuo paese?
È successo tutto molto lentamente. Il mio primo album “Boardface” ha avuto un sacco di supporto dalle radio indipendenti, oltre a buone recensioni, ma non ha ricevuto grossa audience. È poi uscito un singolo dal secondo lavoro, circa nove mesi prima dell’uscita di “Like Drawing Blood” nel territorio australiano, e durante questi questi mesi le persone hanno iniziato ad essere più attente alla mia musica. Quando l’album è uscito, la gente ha iniziato a parlarne e da lì la mia musica ha iniziato ad essere più conosciuta.

Sappiamo che l’album è uscito in Australia due anni fa e solo nel 2008 è uscito anche in Europa… Puoi dirci cosa è successo nel frattempo?
L’album è uscito per la mia etichetta in Australia. Tra il 2006 ed il 2008 ho imparato a trattare con le label, a districarmi tra le leggi e le tasse australiane per i musicisti, a mettere insieme un’orchestra di 12 elementi per suonare davanti a 300 persone o a 30,000 nei festival.

Da cosa è dipesa la scelta di non includere un brano meraviglioso come “A Distinctive Sound” nell’edizione europea?
Dalla presenza di troppi sample a cui pagare diritti in Europa e America (ride)

Ti hanno mai fatto notare che il tuo sound è molto più europeo che australiano per le nostre orecchie?
Sì, anche alcune persone in Australia erano convinte che fossi francese, o di chissà dove in Europa, quando hanno sentito la mia musica o sentito del mio nome!

La tua voce ricorda un sacco quella di Sting, soprattuto quella dell’epoca Police: è da annoverare tra le tue influenze?
Ho ascoltato tantissimo i Police. Sono una delle mie band preferite. È un paragone molto piacevole, dato che la sua voce e il suo songwriting all’epoca erano meravigliosi.

Le tue canzoni sono molto articolate, anche nella loro semplicità. Lavori da solo o usi delle collaborazioni?
Mi piace pensare che i campioni che trovo e utilizzo come ispirazione siano i miei collaboratori. Posso lavorare con loro in qualunque momento, sul laptop, a notte fonda con le cuffie. E non distirbo nessuno dei miei vicini!

Parlaci della tua esperienza con il DIY, sia in fase di registrazione che in quella della distribuzione.
Ci metti un sacco di tempo e pazienza per imparare il necessario e per risparmiare i soldi. Hai bisogno davvero di ricoprire ogni ruolo, il management finanziario, il design e la presenza su internet. Tutto dipende da te, quindi è qualcosa che, giustamente, non tutti i musicisti si sentono in grado di affrontare, dato che tutto questo ti tiene molto lontano da fare musica.

Hai suonato molto in giro dopo il tuo successo europeo?
Credo che le cose siano solo all’inizio in Europa. Spero di tornare presto in tour. Vorrei scrivere nuova musica prima, però. Forse qualche nuovo singolo e remix…

Le canzoni di “Like Drawing Blood” son un po’ datate, adesso. Stai già lavorando a del nuovo materiale?
Ci sto pensando molto, ma è estremamente difficile trovare il tempo di lavorare a canzoni nuove. La prossima cosa in cui mi concentrerò è l’uscita dell’album dei The Basics. Per quest’album ho suonato la batteria e le percussioni, oltre a cantare, produrre, editare e scrivere i pezzi con i miei soci Kris Schroeder e Tim Heath.

Lavori ancora, quindi, i The Basics.
Sì, siamo molto attivi come band. Negli ultimi due anni abbiamo lavorato molto e siamo stati molto in tour e spero che presto riusciremo a far uscire qualcosa anche per il mercato europeo.

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