Home > Recensioni > Gr3ta: Gr3ta
  • Gr3ta: Gr3ta

    Gr3ta

    Loudvision:
    Lettori:

Ingegnere dei piani bassi

Di sicuro ANdREA nei suoi live non si taglierà mai la pancia come Mar1lyn Man5on e non inseguirà di certo i suoi demoni ai livelli di Trent Reznor, ma è chiaro che la sua creatività trasformata in musica porta con sé gli stessi elementi sonori.

Gr3ta suona un ugly-pop con la capacità di un rocker dannato, carico di tantissima esperienza. Campionature, basi elettroniche e chitarre che, quando entrano, ti investono come un’onda anomala inaspettata.

Secondo album omonimo, che segue “Please Kill Me” (2008), non adatto a un pubblico debole di cuore e timoroso della propria ombra, perché in Gr3ta il buio e le paure sono i regni che dominano le proprie volontà.

A leggere il nome (Gr3ta) ci si può confondere e aspettarsi canzoni sdolcinate eseguite da una ragazza mielosa e acutissima. È piacevole scoprire l’esatto opposto. Eppure ANdREA non si veste con completi di pelle o borchie e sembra che non si trucchi per niente, anzi, più che un demone elettronico sembra un ingegnere scritturato per suonare nei piani bassi della terra.

Nei primi anni del 2000 spopolava nelle radio il tormentone “Teoria Del Vuoto” eseguita dai K3ssl3r, dove il nostro ANdREA già lasciava importanti tracce del suo talento in quel periodo prodotto da Riccardo Tesio, chitarrista dei Marlene Kuntz.

Pro

Contro

Scroll To Top