Home > Recensioni > Graham Coxon: A+E

Less is less

Ogni disco e mezzo, a Graham Coxon viene nostalgia di quando era giovane. Lo troviamo seduto in salotto, accanto al fuoco, stufo della sua ennesima svolta folk. Ecco Graham Coxon che ritorna sui propri passi punk, imbracciando pedalini, il set buono di chitarre, e l’elettricità. A volte questo processo si verifica in tutta tranquillità, a volte meno.

Il caso di “A + E” è una via di mezzo: il disco è orecchiabile, movimentato, e incredibilmente puerile.

D’accordo, il precedente “The Spinning Top”, concept album incentrato – a grandi linee – sulla vita di un uomo, poteva richiedere un seguito meno impegnativo, ma “A + E” sacrifica la tetraggine di un album che avrebbe potuto essere sperimentale e nuovissimo per una sorta di divertissement non esattamente maturo.

La vera prova che l’album avrebbe potuto diventare qualcosa che non è la si ha nella seconda parte di “A + E”: “Bah Singer”, “Knife In The Cast”, “Ooh, Yeh Yeh” funzionano tutte a proprio modo – dall’orecchiabilità convoluta al giusto grado di impenetrabilità.
Non si può dire molto di “A + E”, se non che è carino; ma se questo è il futuro, è una doppia tragedia che i Blur abbiano deciso di smettere di vivere.

Ah, e Graham, complimenti per la copertina da Pig Magazine. P.S.: tu hai QUARANTATRÉ anni.

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