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  • Grand Archives: Keep In Mind Frankenstein

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Legge e sordine

Bene, ma con riserve. Il secondo album dei Grand Archives intrattiene senza eccezionalità un pubblico già preparato a un indie-folk melodico à la Sub Pop.

Accade che cori, armoniche a bocca, linee melodiche, incursioni di chitarre elettriche siano tutti al proprio posto, e ben misurati, senza mai eccedere nell’autocompiacimento. Tutto a favore dei Grand Archives, che di certo non provengono da territori ignoti: il frontman Mat Brooke, un tempo nei Carissa’s Wierd e nei Band Of Horses, chiama in suo aiuto vecchie conoscenze per questo suo “Keep In Mind Frankenstein”.

Eppure, l’album non va molto oltre alla sua piacevolezza – tranne in casi isolati, come la ballatona country “Dig That Crazy Grave”, o lo splendido valzer, in coda al disco, “Siren Echo Valley (Part 2)”, o la delicata apertura “Topsy’s Revenge”, di cui è nume tutelare Topsy, l’elefantessa (giustamente) pluriomicida che, in tutta risposta, fu giustiziata a colpi di scariche elettriche. Topsy è morta, lunga vita a Topsy.

Insomma, come gli Shins, ma con la sfortuna di non avere i brani giusti.

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