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Let’s go out and try anyway

Le strade del revival sono spesso tortuose, ma a volte no. Oggi passano anche attraverso la voce e la chitarra di Mat Brooke, già membro di Carissa’s Wierd e Band Of Horses: se i primi sono stati tra i detonatori della nuova esplosione folk statunitense e i secondi ne rappresentano l’istituzionalizzazione in chiave indie(pop)rock, i Grand Archives, nuovo progetto di cui Mat è fondatore, spingono più in là il confine di ciò che è lecito riesumare.
Mat dice Beach Boys e, addirittura, Bee-Gees; dei secondi si avvertono ben poche tracce, per fortuna, e ciò che salta all’orecchio è piuttosto una stretta parentela con Crosby Stills Nash and Young e con tutto il pop settantiano fatto di voci in falsetto, cori armonizzati e ballate acustiche.
Se si considera inoltre che in questo disco sono rarissimi gli elementi riferibili al rock (inteso tanto nel senso più ampio del termine quanto nell’interpretazione che ne fanno i Band Of Horses), che le atmosfere sono ariose e i tempi distesi, sulla carta la situazione appare terrificante; tuttavia sono presenti qualità che elevano il disco molto al di sopra della media.
Innanzitutto, l’humus da cui nasce è sicuramente moderno: le strutture e i metodi non sono così dissimili da quelli dei The Shins, ad esempio, e l’innesto degli stili melodici a cui si faceva riferimento in precedenza è indolore, è perfetto (preoccupante? Indicativo? Fate voi). I brani che marcano una diversità spiccano e colpiscono, come ad esempio la strumentale quasi dub “Breezy No Breezy”, o la anthemica “The Crime Window”. E quegli ottoni un po’ beatlesiani ci stanno proprio bene. Alla fine ciò che pregiudica il disco non sono tanto i riferimenti musicali in sé, ma un certo sbilanciamento generale da opera prima, una disposizione delle tracce quasi suicida e qualche stucchevolezza di troppo verso la metà; nonostante ciò, si tratta di un esordio nel complesso molto piacevole e a suo modo originale, sia per le caratteristiche intrinseche, sia perché avvicina ulteriormente l’alternative al mainstream. Di ieri.

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