Home > Recensioni > Grand Design: Idolizer

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Pour some hysteria on me

Secondo album per la band AOR/glam rock svedese, che nutre un amore sviscerato e dichiarato per i Def Leppard.

Infatti, in “Idolizer”, troviamo tutti gli elementi classici del genere, portato a perfezionamento dai capelloni di Sheffield: cori nei refrain (come in “Get On With The Action”), alternanza di tonalità graffianti e melodiche nella voce, riff accattivanti (“Your Love’s A Runaway”), la ballad di turno. Tuttavia, l’intero CD ricorda più un revival di una riscrittura, dato che l’originalità creativa non è fra gli elementi chiave.

Il successo di tale operazione è difficile da prevedere: o si apprezzano i Grand Design per lo sforzo di ricostruire l’era glam rock made in UK, oppure, per lo stesso motivo, si scartano al primo ascolto. Beato chi non conosce Joe Elliott e soci!

“OughtoGraaaaugh”…ops, scusate, quella era “Autograaaaph”, ma la sostanza l’avrete già capita: i Grand Design copiano volutamente i Def Leppard. Non arriveranno mai ai livelli di “Hysteria”, come alcuni recensori molto entuasiasti hanno acclamato, ma ci provano. Purtroppo.

Sì, perché la creatività viene uccisa a colpi di cori e di melodie smielate, che potevano incantare il pubblico degli anni ’80 o dei fan irriducibili della più grande AOR/glam rock band inglese, ma che non fa presa su chi cerca un prodotto nuovo. Comunque, the spirit carries on…

Pro

Contro

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