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Grand Illusion, quando la melodia graffia

Le cose ordinarie non fanno per questa band, come recita il titolo del loro nuovo lavoro. E bisogna dargliene atto: Anders Rydholm e soci hanno fatto davvero un lavoro con i fiocchi. Composizioni che entrano nel solco del rock melodico di stampo 80s ma ispessite da una forte matrice blues; arrangiamenti curati in ogni particolare; strumentisti che sanno fare il loro dovere fino in fondo, al servizio di due voci (quelle di Peter Sundell e Per Svensson) fuori dal comune e tanto diverse tra loro da rendere al meglio le diverse sfumature della musica dei Grand Illusion; dulcis in fundo un mago del mixer come Tommy Hansen a offrire il suo tocco. Un lavoro che nel suo genere è quasi perfetto. Melodie accattivanti e di facile presa ma con un piglio aggressivo (“Devil’s Advocate”) alternate a ballatone mid-tempo o pezzi rock frizzanti (“1982″). Se “Loves Lies Buried” è invece un ottimo hard rock alla Rainbow, “When You Were Mine” è una perfetta melodia Aor, con un affascinante intreccio di cori, ritmiche robuste e chitarre aggressive ma mai debordanti. Si possono perdonare a questo punto gli episodi più ruffiani come “Pull You Down”, con il suo ritornello fatto apposta per essere cantato in coro e ricalcato su molti altri del genere: d’altro canto bisogna ammettere che la canzone o la si salta a pie’ pari oppure è difficile non venirne rapiti.

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