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  • Grand Illusion: Prince Of Paupers

    Grand Illusion

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Qualità costante

I Grand Illusion non sono più giovanissimi e la loro è principalmente una band da studio, ma è da quasi 30 anni che tengono botta.

Dalle prime uscite ad oggi, l’iniziale Aor, piuttosto soft, è stato pompato con elementi hard rock e cori a cascata, di natura epica. Per questo sesto album – forse il lavoro di maggiore pregio della band – gli old boys svedesi chiamano a raccolta un invidiabile dream team del settore e riescono nella creazione di un perfetto connubio tra eleganza e potenza.

Forse non se ne sono accorti, ma hanno fatto un grande album, con un easy listening nato per durare, buoni ganci melodici e una produzione meticolosa. Se andate alla ricerca di variazioni sul tema, non ne troverete. Il disco ha una marcata uniformità e viaggia su un binario ben preciso. È Aor muscolare, prendere o lasciare.

La mancanza di riempitivi consegna la percezione di una piacevolezza persistente. Ne sarebbe felice Gordon Ramsay, che nei suoi ristoranti predica al suo staff: l’ultimo tavolo della serata deve essere servito come se fosse il primo! Qualità costante!

Pro

Contro

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