Home > Recensioni > Grandmaster Flash: The Bridge
  • Grandmaster Flash: The Bridge

    Grandmaster Flash

    Data di uscita: 03-03-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Il creatore perde la sua creatività

Primo a mixare due dischi senza perdere il tempo e anche primo a scratcharli, Grandmaster Flash è un autentico scienziato del suono, e può giustamente considerarsi tra gli inventori dell’hip hop. E basta solo leggere l’elenco dei contributi a “The Bridge” per capire quanto ancora sia stimato. Ma il suo primo vero album dopo quasi vent’anni non riesce a rievocare la gloria di altri tempi.

I momenti più brillanti sono decisamente quelli più retrò. “Tribute To The Breakdancer” e “I Got Something To Say” rimandano agli anni ottanta sia nei ritmi che nel contenuto, e dimostrano il ponte fra il passato e il presente, che Flash evoca con il titolo dell’album. Nel contemplativo “What If” KRS-One ipotizza, con un pezzo molto teso, come sarebbe il mondo se non ci fosse l’hip hop. È questa la colonna portante dell’album e riesce a rendere l’atmosfera davvero minacciosa.

Canzoni con rapper affidabili come Q-Tip, Big Daddy Kane e Busta Rhymes non possono che riuscire al meglio, anche se Flash non fa niente che non abbiano già fatto recentemente altri innovatori come Timbaland o DJ Premier. Più avanti però, il disco si fa piuttosto sobrio. Ovviamente da “The Message” l’hip hop è cambiato, ma cercando di adattarsi Flash ha rinunciato a una grande parte della sua creatività.

È facile esagerare – sia nel bene che nel male – quando torna, dopo una lunga mancanza, un mito come Grandmaster Flash. “The Bridge” è sicuramente deludente, se si considera l’importanza dell’autore, ma non è certo una catastrofe.

Scroll To Top