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  • Grave Digger: The Reaper

    Grave Digger

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Heavy metal maniacs

Dopo la lunghissima pausa che ha traghettato i Grave Digger negli anni ’90, interrotta soltanto dallo stravagante “Stronger Than Ever” pubblicato col monicker Digger, il becchino tedesco se ne torna sulla scena heavy metal più arrabbiato che mai.
Si sente che la band di Chris Boltendahl ha bisogno di sfogarsi e pestare duro: gran parte delle canzoni sono dei veloci anthem che non lasciano spazio a fraintendimenti. Gli anni ’80 sono ancora abbastanza vicini ed è proprio dlle semplici strutture delle canzoni proposte che si evince, anche se la produzione è senz’altro migliore di quella dei primi lavori della band, tanto da incentivare l’impressione che l’aggressività sia aumentata.
In effetti già l’opener e title track “The Reaper” (programmatica anche nel titolo, molto ricorrente nella discografia della band) dimostra tutto ciò, tenendo il suo omonimo album ancora molto vicino al passato della band. Quello che segue sono un ottimo coinvolgimento iniziale e un certo entusiasmo superficiale nell’ascolto di “Play Your Game”, “Spy Of Mas’On” e “Ruler Mr.H”, tanto per fare dei nomi. A questo punto, però, si può dedurre come la longevità dell’album non sia certo degna di Matusalemme, dunque i divertentissimi riff e cori che imprimono un bel sorriso sul vostro viso al momento del primo ascolto, fanno allo stesso tempo sì che, quando li avrete imparati a memoria, la vostra espressione diventi piuttosto indifferente, rendendo “The Reaper” utile a una sana e gustosa spremuta di metallo, da consumarsi in un numero piuttosto limitato di sorsi.
Unici due esperimenti, se così li si può chiamare, all’interno di questa ortodossia speed sono “Legion Of The Lost (Part II)”, buona rivisitazione di una vecchia canzone, e la seguente “And The Devil Plays The Piano”.
“The Reaper” resta un album molto gustoso, ma meritevole di acquisto solo da parte dei fan. Andando a guardare la storia della band, però, non si può non ritenere davvero confortante un prodotto del genere dopo un così lungo silenzio.

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