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Nick Talbot’s gaming skills

Gravenhurst è Nick Talbot.
Nick Talbot è un cantautore britannico – di Bristol, per la precisione – che se lo cercate su facebook la pagina che vi compare è “Nick Talbot’s gaming skills”, da cui il titolo. E sticazzi, direte.

Beh, si dà il caso che tale Talbot sia giunto quest’anno al quarto album della carriera, una roba che (per farla breve) manderà in fallimento tutti i laboratori di metanfetamine e sostanze allucinogene, visto il portentoso mix di psichedelia ed illusioni sonore che reca appresso.

Essendoci lo zampino della Warp lo stupefacente non può che contenere parti elettronici più vicini agli anni ’80 che all’epoca odierna; nonostante ciò, la caducità nostalgica delle atmosfere regna incontrastata.

La voce calma e perfettamente consapevole di quel che le sta accadendo attorno stride appositamente con il contesto di completa incertezza e continua perdita di equilibrio che costruisce dal canto suo l’apparato strumentale.
Le dieci tracce sono in pratica un continuum di duelli tra le corde di una chitarra acustica e una realtà che non riesce a stare ferma.

Pro

Contro

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