Home > Recensioni > Graves Of Nosgoth: Ex Tenebris Ad Lucem

Il nostro nome non viene da un videogioco

Nosgoth. Vi dice nulla? Chi avrà speso parte della vita a impersonare il vampiro Raziel nella saga di Legacy Of Kain capirà benissimo.
Ma non stiamo parlando di videogiochi, bensì di un gruppo pestaduro italiano, dedito alle atmosfere death metal sfocianti- talora- nel melodico (“Herodes”).
Il distacco tra la luce e l’ombra avviene in un processo inverso rispetto a quanto descritto dal titolo: è l’oscurità a prevalere, in questo lavoro cupo e denso di neri umori.
Il growl di Luca Lometti viene avvolto da una schiera di chitarre in assetto da battaglia, mentre il doppio pedale della batteria scandisce ritmi forsennati e ipnotici al limite della soglia acustica.

Le tracce sono nove per un totale di quarantasette minuti metallici.

“The Fallen Hope” è l’unico pezzo ad opporsi alla tendenza dell’intero lavoro, dal momento che torna sui passi della civiltà sia a causa del suono più doom sia per la chiarezza della voce, esente da qualsiasi alterazione tecnica.
Per essere di Frassinoro, i sei componenti se la cavano bene, rimettendo in circolo le influenze assorbite durante la gavetta.

Pro

Contro

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