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Il Grido: omonimo esordio dall’alternative rock romano raccontato brano per brano

Omonimo disco per Il Grido, la band alternative rock romana che pubblica per la Volume! Discografica Moderna un album di vero garage alternativo, a tratti psichedelico, a tratti americano, che ci rimanda all’energia di anni fa quando davvero ci si nascondeva nei garage del doposcuola per fare musica e inneggiare alle rivoluzioni. Con aria molto meno politica della classica contro-cultura punk ma decisamente con un piglio sociale come ovvia ispirazione della vita quotidiana che ci circonda e uno sguardo sempre rivolto alla terra d’America. Un album d’esordio che siede in equilibrio stabile tra il tempo passato di quando eravamo adolescenti e il futuro digitale che non scende a patti con il progresso dei computer. Noi di LoudVision vi lasciamo raccontare questo disco traccia per traccia. Play Loud!

Il Grido track by track

Zero

È la voglia di qualcosa di nuovo. È il numero da cui si parte, il numero di cose da portare con sé. È un cerchio vuoto da riempire di infinite possibilità.

Amsterdam

Primo singolo lanciato. Tensione ed energia si incontrano sul filo del rasoio in un brano che racconta l’attimo d’attrazione fra due persone incorniciato dal suono di Amsterdam.

La canzone di merda

La musica è uno degli specchi della cultura dei tempi. A musica di merda corrispondono tempi di merda.

Solo se luccica

Milioni di persone che arrivano nelle grandi città per emergere. Ma c’è da sgomitare, è meglio che impari a brillare più degli altri se vuoi che tutti ti vedano.

Un briciolo di noi

L’attimo in cui ci si stanca di combattere, l’ultimo pensiero prima di chiudere una porta e lasciare che una fragile storia si sgretoli.

Lividi

È una canzone d’ amore. L’ amore è qualcosa che si fa, non nascondete i segni che lascia sulla vostra pelle mostrateli e diffondete il suo messaggio.

Dichiarazione d’ indifferenza

Un mondo in continua contraddizione trova una soluzione facile nell’ indifferenza. Rivendichiamo il diritto di rivendicare, di dare fastidio, di spalmare il dentifricio sul viso delle coscienze addormentate.

Gospel For Chinaski

Una notte qualunque può capitare di sognare Bukowski, di stare affianco a lui al bancone di un pub lurido Questa è la trascrizione di quel dialogo, prima di riprendere coscienza. o forse perderla. Un gospel per l’uomo che ha reso sacri i peccati.

I presidenti

Finché far parte di una classe politica porterà privilegi a chi ne fa parte, non si lavorerà mai per il bene degli altri.

Con un soffio

Bisogna imparare a lasciar andare. Essere disposti a perdere una parte di sè, per lasciar nascere una nuova. Davanti alla consapevolezza della fine, si scioglie perfino il rancore. E’ il pezzo di maggiore atmosfera del disco, il grido qui sussurra.

Cane sciolto

Strapparsi tutto di dosso, abbandonare ogni certezza, avere finalmente tra le mani una libertà totale. E non sapere che farsene. La linea sottile tra sentirsi unici ed essere soli.

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