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  • Guardiani della Galassia Vol. 2

    Diretto da James Gunn

    Data di uscita: 25-04-2017

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James Gunn è uno di noi, cresciuto con gli stessi punti di riferimento, gli stessi modelli, lo stesso immaginario.

Uno di noi, certo, ma con un incredibile talento narrativo e un grande controllo del mezzo, che si è fatto le ossa nella palestra cinematografica più anticonformista d’America, quella della Troma di Lloyd Kaufman, ed è stato in grado di trasformare i Guardiani della Galassia, personaggi minori dell’universo Marvel, nei protagonisti di uno – ora di due, con l’uscita di “Guardiani della Galassia vol. 2”  – dei migliori film della Casa delle Idee. Anzi, dei migliori film d’avventura degli ultimi anni.  

Perché, non me ne voglia la Marvel e il minuzioso lavoro di creazione del suo universo cinematografico condiviso, ma in questo caso non siamo più esclusivamente dalle parti del cinecomic.

Gunn sembra aver trovato la ricetta perfetta per riportare sul grande schermo le atmosfere delle avventure spaziali che abbiamo amato da ragazzini, la stessa magia di “Giochi stellari”, “Navigator”, “Il mio nemico”, “Explorers” e, mai come nel caso di questo vol. 2, della serie classica di “Star Trek” (questione sulla quale torneremo poi), in un prodotto moderno e dinamico.

Un film che non indugia mai su una nostalgia di maniera, ma che, al contrario, la rende parte integrante della storia, in modo genuino e coerente, come sa farlo solo chi conosce bene il proprio pubblico di riferimento, perché parte di esso.

Da questo punto di vista, come avrete già capito, “Guardiani della Galassia vol. 2” mantiene tutte le promesse del suo riuscitissimo predecessore.

Uno i principali punti di forza di questo secondo capitolo sta nell’avere a disposizione un gruppo ormai rodato di protagonisti memorabili, tra i quali si è creata una perfetta intesa, grazie anche al grande talento di Gunn nel dirigere gli attori. Personaggi a cui è facile affezionarsi, che finiscono per esistere al di fuori dello schermo. Una vera e propria famiglia, frutto di una scelta e non determinata da legami di sangue, della quale anche noi spettatori, in qualche modo, ci sentiamo parte.

Famiglia, infatti, è un po’ la parola chiave di questo vol. 2, che, archiviata la pratica di presentazione dei personaggi, può concentrarsi sull’approfondimento del legame che tiene unito questo gruppo bizzarro ed eterogeneo formato dal mezzo umano/mezzo alieno Peter Quill, che chiama se stesso Star Lord (Chris Pratt), Gamora (Zoe Saldana), orfana allevata da Thanos in cerca redenzione per i suoi crimini, Drax (Dave Bautista), guerriero che non capisce l’ironia, Rocket (Bradley Cooper), irascibile procione geneticamente modificato, e il piccolo Groot (Vin Diesel), versione molto più giovane, tenera ed inesperta dell’albero antropomorfo che abbiamo imparato ad amare nel primo episodio.

L’arrivo del padre naturale di Quill, il misterioso Ego (Kurt Russell), metterà tutto in discussione e trascinerà i Guardiani in una nuova avventura, fino ai confini più remoti dell’universo, «dove nessuno è mai giunto prima…»

Sì, perché si ha la netta sensazione che “Guardiani della Galassia vol. 2” sia il film di “Star Trek” che nessuno è stato ancora in grado di girare. Le atmosfere della serie classica, in particolare di episodi come “Dominati da Apollo”, “Oltre la galassia” o “Lo zoo di Talos”, solo per citarne alcuni, riecheggiano in modo del tutto inatteso nella trama, nei luoghi, nel tono apparentemente naïf di una fantascienza tipicamente anni ’60. Malgrado il film sia molto lontano dall’avere la profondità filosofica della serie di Gene Roddenberry, il risultato è sorprendente.

Al di là di questo, il vol. 2 ha forse lo stesso grande difetto del primo capitolo: un difetto congenito derivato dal suo essere, nonostante tutto, un film della Marvel, con dei precisi limiti da non oltrepassare. Atipico, sì, ma mai veramente rivoluzionario.

La cosa, tutto sommato, non disturba più di tanto perché Gunn confeziona un film equilibratissimo, con una colonna sonora non originale, l’Awesome Mix Vol.2, anche questa volta particolarmente azzeccata (un titolo su tutti, la splendida “Father and Son” di Cat Stevens), che ci riporta subito indietro nel tempo, quando, da ragazzini, scoprivamo nuova musica tra le vecchie collezioni di parenti e amici.

Soprattutto, realizza un prodotto estremamente divertente, che funziona molto bene sia nella parte puramente action, ricca di trovate interessanti (ad esempio, la sequenza di combattimento iniziale girata in secondo piano), sia in quella di pura commedia, con una gestione dei tempi comici pressoché perfetta.

A questo proposito, è doveroso sottolineare lo straordinario talento comico del ex-wrestler Dave Bautista nel ruolo di Drax, sicuramente uno dei migliori in campo, insieme ad un sempre meritevole Michael Rooker, che riporta sullo schermo Yondu, rapitore e il padre adottivo di Quill, un eroe tragico che qui si conquista finalmente lo spazio che merita. Kurt Russell, invece, risulta un po’ sacrificato in un ruolo essenziale per la narrazione, ma sviluppato in modo non particolarmente ispirato.

“Guardiani della Galassia vol. 2” è un film scritto con intelligenza, ironia, ma soprattutto con grande cuore, in grado di intrattenere, divertire, commuovere e far realmente affezionare lo spettatore ai suoi protagonisti.

«Noi siamo Groot», diceva il nostro albero antropomorfo preferito alla fine del primo “Guardiani della Galassia”. Beh, lo siamo ancora, come se fossimo sempre lì, stretti in quell’abbraccio di rami e foglie con i nostri amici spaziali, in attesa avventurarci insieme a loro in altri strani, nuovi mondi.

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